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Sabato, 26 Aprile 2014 13:15

Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta elegans

Tartaruga dalle orecchie rosse

Specie Acquatiche

Wied, 1839

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = EMYDIDIAE
Genere = TRACHEMYS
Specie = TRACHEMYS SCRIPTA

La specie Trachemys scripta comprende 3 sottospecie:
- Trachemys scripta elegans
- Trachemys scripta scripta
- Trachemys scripta troostii

La possibilità di ibridazione tra queste sottospecie ne rende spesso il riconoscimento e la classificazione difficile.

STATUS GIURIDICO
Trachemys scripta elegans è inserita in Allegato B nelle successive modifiche del REG (CE) 338/97 che prevede l' applicazione della Cites in ambito CEE.
Dunque il mercato di tale specie risulta controllato solo in ambito della Comunità Europea.
Dal gennaio 1998 è vietata l' importazione all' interno della CEE poichè, con il suo frequente abbandono nei nostri habitat, costituisce pericolo e minaccia per flora e fauna locale.
Esemplari detenuti prima di tale data andavano a loro tempo denunciati alla forestale entro un limite di scadenza.

E' possibile, tramite opportuna compilazione del registro di detenzione, denunciare eventuali nascite di esemplari in cattività (da genitori anch' essi denunciati), presso la forestale che provvede al rilascio dei documenti dando la possibilita' di commerciaretali esemplari muniti di relativi documenti.

DISTRIBUZIONE e HABITAT
La si trova in Texas, Louisiana, Alabama, Arkansas, Indiana e zone limitrofe.
E' diffusa soprattutto lungo il fiume Mississippi e le sue valli.
Occupa una ampia varietà di habitat umidi, particolarmente soleggiati e caldi: paludi, stagni, fiumi, grandi corsi d'acqua, particolarmente calmi e con anse tranquille, ricchi di vegetazione con tronchi e sassi emersi per esporsi al sole e un fondo particolarmente fangoso per affrontare il letargo durante l' inverno.
Essendo abili nuotatrici si avventurano anche in acque di una certa profondità (anche oltre i due metri) per poter cacciare, ma in generale vivono in acque non troppo profonde.
Vista la loro capacità di adattamento spesso si trovano stabili insediamenti in Spagna, Francia, Italia dovuti ad uno scriteriato abbandono nel nostro habitat di parecchi esemplari che spesso hanno preso il sopravvento sulla nostra fauna locale.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Animale strettamente acquatico, passa le ore meno calde della giornata su di un sasso, un tronco emerso o sulle rive per ricevere i benefici dei raggi solari e regolare la propria temperatura corporea, nelle ore centrali della giornata quando le temperature sotto il sole sono elevate preferisce rimanere in acqua.
Si alimenta al mattino per poi sfruttare il calore del sole per favorire la digestione del cibo.
Con l' abbassarsi delle temperature rallenta il proprio metabolismo finche' le condizioni non sono tali da favorirne il letargo.
Sceglie un luogo poco profondo e fangoso (a volte sulle rive) e vi si interra per poter passare la stagione fredda, risvegliandosi in primavera. Solitamente questo avviene nei luoghi originari da fine novembre fino a marzo.

CARATTERISTICHE FISICHE
Le dimensioni sono variabili a seconda del sesso e delle condizioni di allevamento. In generale variano le proprie misure tra i 12 cm e i 28 cm (raggiunti dalle femmine). Il piastrone e' di color giallo intenso e presenta una macchia scura per ogni scuto.
Non presenta nessun tipo di cerniera ed e' unito al carapace da un ponte osseo ben sviluppato.
Il carapace presenta un colore verde brillante nei giovani ma con il passare del tempo i colori tendono a scurirsi fino ad avere esemplari con un carapace quasi nero.
Spesso pero' presentano anche da adulti una colorazione del carapace brillante con ampie tonalita' di giallo. Gli scuti vengono sostituiti periodicamente.
La testa ha delle striature gialle che corrono lungo il collo e presenta due striscie rosse molto evidenti (da cui il loro nome) sopra gli occhi che con l' eta' tendono a scurirsi e confondersi.

DIMORFISMO SESSUALE
Il dimorfismo sessuale è particolarmente accentuato in questa specie: i maschi presentano dimensioni minori, unghie anteriori molto pronunciate (fino a 3cm) per la danza di accoppiamento, coda con una base molto larga e l' apertura della cloaca posta nella sua estremità, in prossimità della punta.
Il piastrone si presenta concavo per facilitare l'accoppiamento.
Le femmine invece hanno dimensioni maggiori, le unghie delle zampe anteriori poco pronunciate,un piastrone piatto per aumentare lo spazio per contenere le uova, la coda sottile con la cloaca posta alla base di questa per aiutarla durante la deposizione delle uova.
Questi caratteri sono ben visibili soprattutto con la maturita' sessuale che dipende dalle dimensioni. Intorno a 18 cm di carapace (circa tra anni di eta') una femmina puo' considerarsi sessualmente matura, gli individui maschi gia' molto tempo prima, con dimensioni di 10 cm.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Sono tartarughe che riescono ad adattarsi molto bene ai nostri climi e se correttamente stabulate è possibile allevarle all' aperto tutto l' anno, escludendo le zone montane più fredde.
E' necessario costruire un laghetto di dimensioni minime 3 x 2 metri e con una profondità di almeno 1 metro con circa 30 cm di fondo fangoso o sabbioso per permettere alle Trachemys scripta elegans di passare indenni il letargo con le nostre temperature abbastanza rigide, (ricordandosi di rompere l'eventuale ghiaccio di superficie).
Tale laghetto deve essere provvisto di tronchi che emergono dall' acqua per il basking e di argini non troppo ripidi per permettere alle tartarughe di uscire dall' acqua agevolmente o sostare in acque meno profonde.
Deve essere dotato di una ampia zona di sabbia e terriccio opportunamente inumidita per una eventuale deposizione delle uova.
E' importante che sia in una posizione soleggiata tutto il giorno ma al tempo stesso e' necessario creare delle zone d' ombra per la corretta termoregolazione della tartaruga secondo le sue esigenze e necessità.
Per evitare eventuali fughe è bene che sia recintato per almeno 50 cm o piu' in altezza e ulteriori 30 cm sotto terra visto che sono sia buone scalatrici che scavatrici.
Se si rispettano queste condizioni mantenerle all' aperto sarà la soluzione migliore.
E' comunque possibile mantenerle in casa in un acquaterrario opportunamente attrezzato di dimensioni minime pari a 100 cm x 50 cm considerando una tartaruga adulta.
Il livello dell' acqua deve permettere alla tartaruga di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra.
Considerando che sono ottime nuotatrici e' possibile innalzare il livello dell' acqua fornendo però degli appigli o delle zone di sosta meno profonde.
Sono consigliate per le Trachemys scripta elegans temperature dell' acqua comprese tra i 23 e i 27 gradi centigradi.
25-26 gradi centigradi sono ottimali per mia esperienza soprattutto per individui giovani, mentre per adulti anche qualche grado in meno (24-25); al di sotto del valore minimo tollerabile (intorno ai 20 gradi) iniziano a manifestare rallentamento del metabolismo, inappetenza e apatia. Una situazione dannosa per la loro salute.
Gli individui adulti sopportano temperature più basse più facilmente di individui giovani che invece soffrono molto gli abbassamenti di temperatura.
Di notte è opportuna una escursione termica di qualche grado.
E' necessario dotare l' acquaterrario di un area emersa costituita da sassi non taglienti o tronchi (ottime le radici di mangrovia) e una superficie estesa pari almeno al 30% della superficie acquatica.
L' area emersa deve essere dotata di un neon UVB (essenziale) con valore minimo del 5% acceso dalle 10 alle 12 ore e posto a distanza massima di 30 cm e di una lampadina tipo spot in grado di riscaldarne un punto innalzando la temperatura fino a 30-31 gradi centigradi necessari alla loro termoregolazione, creando in questo modo un gradiente di temperatura.

ALIMENTAZIONE
E' una specie onnivora, trae il necessario apporto nutritivo da molti alimenti per cui è necessario che la dieta sia estremamente varia ed equilibrata.
Dalle osservazioni in natura si è potuto osservare come da giovani siano quasi completamente carnivore variando saltuariamente con cibo di origine vegetale, mentre da adulte la percentuale di cibo vegetale tende ad aumentare.
In natura si nutrono di tutto ciò che capita nei loro paraggi: pesci, insetti, molluschi, vermi, piccoli mammiferi, girini, anfibi, carogne, feci, alghe, piante acquatiche e piante sommerse.
In cattività l'alimentazione deve essere estremamente varia.
Gli individui giovani necessitano di una frequenza di alimentazione giornaliera con un giorno di digiuno, gli adulti possono tranquillamente essere alimentati ogni 3 giorni visto i loro tempi digestivi di gran lunga più lenti dei giovani.
Le Trachemys scripta elegans possono seguire una dieta a base di pesce d'acqua dolce (alborelle, acquadelle, trota ecc..) vivi, morti o interi a seconda della taglia della tartaruga.
Per gli individui più giovani meglio se morti e senza lische ma mantenendo tutte le interiora, per gli adulti di buone dimensioni anche vivi oppure interi con tutte le interiora che contengono importanti elementi nutritivi.
A ciò è opportuno integrare con altri alimenti ben accetti: insetti (grilli, lombrichi, cavallette, camole della farina...), girini, piccoli invertebrati (chiocciole con guscio molto ricco di calcio) e cibi vegetali (tarassaco, cicoria selvatica, rucola, radicchio, lenticchie acquatiche, piante acquatiche di ogni tipo, ecc...).
La parte vegetale può costituire un buon 20% della dieta dei giovani superando di gran lunga il 50% negli adulti.
Si consiglia di somministrare con parsimonia frutta e carni bianche e rosse.
Ogni tanto possono essere somministrati cibi in pellet di ottima marca ma senza abusarne (massimo 30% dell' alimentazione).
E' buona norma lasciare sempre a disposizione un osso di seppia per fornire il calcio necessario o spolverare il cibo con del carbonato di calcio.
Si ricorda che ogni alimento ha i suoi pro e i suoi contro per cui è necessario che la dieta sia estremamente varia per non incorrere a carenze di qualsiasi tipo.
Eventuali integrazioni vitaminiche sono da fare sotto consiglio e indicazione di un veterinario esperto in rettili, dopo averlo messo al corrente della specie allevata e della dieta.

RIPRODUZIONE
Una volta raggiunta la maturità sessuale, le Trachemys iniziano i classici rituali di corteggiamento in cui il maschio fa vibrare le zampe anteriori davanti al muso della compagna per poi afferrarla e iniziare l' accoppiamento in acqua che dura circa una decina di minuti.
Dopo un mese dalla fecondazione avviene la deposizione pertanto e' necessario allestire del terriccio leggermente inumidito e smosso alto circa 20 cm e largo altrettanto dove la tartaruga deporrà da 5 a 20 uova a seconda delle condizioni dell' animale, della sua età riproduttiva ecc...
Sono possibili più deposizioni (in genere due o tre) nell' arco della stagione.
Le uova a seconda della temperatura impiegano dai 2 ai 4 mesi per schiudersi.
Come in gran parte dei rettili il sesso e' determinato dalle temperature di incubazione nelle prime settimane.
A temperature basse, in genere sotto i 28 nascono prevalentemente maschi, a temperature elevate, sopra i 30 nascono soprattutto femmine mentre a temperature intermedie si hanno nascite variabili.
In cattivita' e' consigliata una incubazione artificiale delle uova mantenendo una umidità del 70% e temperature comprese tra i 25 e i 32, con eventuali lievi abbassamenti notturni, in un substrato di vermiculite e acqua in proporzioni 1:1 per mantenere la corretta umidità.
E' importante che le uova non vengano girate dalla loro posizione originaria al momento della deposizione per evitare la morte dell' embrione.
Al fine di favorire e stimolare l' accoppiamento e l'ovulazione della fammina è necessario far rispettare un periodo di letargo anche se spesso molti allevatori ottengono successi tenendole tutto l' anno attive.

NOTE
Questa scheda può essere utilizzata come riferimento per allevare anche altre specie di Trachemys scripta, in particolare Trachemys scripta scripta, poichè hanno le medesime esigenze alimentari e di allevamento.
Si ricorda inoltre che è possibile vendere o acquistare esemplari Trachemys scripta elegans solo se muniti di relativi documenti e dunque opportunamente denunciati.

Autore: Stefano Redaelli
 
Sabato, 26 Aprile 2014 13:13

Sternotherus odoratus

Sternotherus odoratus

Tartaruga dal muschio comune

Specie Acquatiche

Common Musk Turtle
Latreille, 1801

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = EMYDIDIAE
Genere = STERNOTHERUS

STATUS GIURIDICO
Sternotherus odoratus non e' in nessuna legge o decreto ministeriale. Non e' considerata specie a rischio.

DISTRIBUZIONE e HABITAT
Sternotherus odoratus e' diffusa nel sud del Canada (Ontario e Quebec), negli Stati Uniti orientali in particolare gli stati del Texas, Winsconsin, Maine, Florida. Occupa alcune zone colonizzate da molti Emydidi con cui ne condivide gli spazi. E' facile trovarla in corsi acquatici lenti, piccoli laghi o semplici raccolte d'acqua, in acque ricche di alberi, vegetazione acquatica e fondali fangosi (adatti all'ibernazione e all'estivazione) ma solitamente poco profondi.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Le abitudini di questa tartaruga sono molto particolari: e' una tartaruga poco propensa al nuoto e preferisce sostare in acque poco profonde. Passa parte della giornata facendo basking sia sulle rive dei bacini in cui vive sia arrampicandosi sulle radici affioranti ma anche sugli alberi: e' infatti una ottima arrampicatrice e raggiunge altezze notevoli, mentre se si sente in pericolo non esita a buttarsi in acqua. Ha abitudini strettamente notturne evidenziabile anche dagli occhi scuri molto grandi. Viste le temperature dell' areale di provenienza Sternotherus odoratus va in letargo durante i mesi piu' freddi come alcuni Emydidi, ma al contrario di altre specie mal sopporta le temperature estive troppo elevate per cui e' molto frequente l'estivazione. E' una tartaruga particolarmente mordace e ha un insolito metodo di difesa: se attaccata secerne dalle ghiandole poste sotto il carapace un liquido maleodorante che allontana il predatore. In cattivita' mostra raramente questa "peculiarita"'.

CARATTERISTICHE FISICHE
E' una delle tartarughe acquatiche piu' piccole e raggiunge la dimensione massima di 13 cm e mezzo anche se in cattivita' raggiunge dimensioni minori (circa 10 cm) Presenta un carapace particolarmente a cupola con colori che vanno dal marrone al grigio, mentre da giovane e' molto scuro, quasi nero. E' caratterizzata da quattro strisce (due per parte) molto chiare che dagli occhi corrono lungo il collo verso il carapace. Queste striature sono particolarmente accentuate negli individui piu' giovani. Sotto la testa presenta un numero variabile di barbigli. Il becco e' sporgente nella parte superiore, molto forte e tagliente caratteristico di questa specie (e di quasi tutti i Kinosternidi). Il piastrone, che presenta una cerniera poco sviluppata, ha colori uniformi giallo-marrone, mentre gli individui giovani presentano dei disegni che con il tempo spariscono.

DIMORFISMO SESSUALE
La caratteristica piu' evidente tra i due sessi e' la coda: nei maschi e' molto larga alla base e con l' apertura cloacale verso l' estremita'. Nelle femmine invece la coda piu' piccola e sottile ha l' apertura della cloaca posta vicino agli scuti anali. Un ulteriore dimorfismo e' rappresentato dagli scuti anali: nei maschi sono meno accentuati rispetto alla femmina in cui coprono maggiormente la coda.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Per l' allevamento in cattivita' vale quanto detto per specie come Trachemys scripta o Graptemys pseudogeographica. Sono tartarughe che riescono ad adattarsi molto bene ai nostri climi e se correttamente stabulate e' possibile allevarle all' aperto tutto l' anno, escludendo le zone montane piu' fredde. E' necessario costruire un laghetto di dimensioni minime 3 x 2 metri e con una profondità di almeno 1 metro con circa 30 cm di fondo fangoso o sabbioso per permettere alle Sternotherus odoratus di passare indenni il letargo con le nostre temperature abbastanza rigide, (ricordandosi di rompere l' eventuale ghiaccio di superficie). Tale laghetto deve essere provvisto di tronchi che emergono dall' acqua per il basking e di argini non troppo ripidi per permettere alle tartarughe di uscire dall' acqua agevolmente o sostare in acque
meno profonde visto la scarsa attitudine al nuoto di questa specie. Per assecondare le abitudini di questa specie e' particolarmente indicato allestire dei tronchi verticali emergenti dallo stagno per permettere alle Sternotherus di arrampicarvisi. Deve essere dotato di una ampia zona di sabbia e terriccio per una eventuale deposizione delle uova. E' importante che sia in una posizione soleggiata tutto il giorno ma al tempo stesso e' necessario creare delle zone d' ombra molto consistenti per la corretta termoregolazione della tartaruga secondo le sue esigenze e necessità. Per evitare eventuali fughe e' bene che sia recintato per almeno 50 cm o più in altezza e ulteriori 30 cm sotto terra visto che sono ottime scalatrici. Se si rispettano queste condizioni mantenerle all' aperto sarà la soluzione migliore. E' bene ricordarsi che nelle zone più settentrionali gli individui più piccoli vanno stabulati in un acquaterrario per i primi anni di età (in particolare nei periodi freddi) visto che sono articolarmente delicati e potrebbero soffrire le temperature molto rigide dell' inverno.
E' comunque possibile mantenerle in casa in un acquaterrario opportunamente attrezzato di dimensioni minime pari a 50 cm x 30 cm considerando una tartaruga adulta. Il livello dell' acqua deve permettere alla tartaruga di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra, ricordandosi che sono scarse nuotatrici (circa 25 cm per una tartaruga adulta) e si limitano a camminare sul fondo piuttosto che nuotare. Sono consigliate per le Sternotherus odoratus temperature dell' acqua comprese tra i 23 e i 27 gradi centigradi (25-26 gradi centigradi sono ottimali); al di sotto del valore minimo tollerabile (intorno ai 20 gradi) iniziano a manifestare rallentamento del metabolismo, inappetenza e apatia: una situazione dannosa per la loro salute.
Situazioni opposte, di temperatura troppo elevata, portano le Sternotherus ed estivare. Di notte e' opportuna una escursione termica di qualche grado. E' necessario dotare l' acquaterrario di un area emersa costituita da sassi non taglienti o tronchi (ottime le radici di mangrovia) e una superficie estesa pari almeno al 30% della superficie acquatica costituita da sabbia o terra poichè spesso scavano buche e vi si interrano o per una eventuale deposizione di uova. L' area emersa deve essere dotata di un neon UVB (essenziale) con valore minimo del 5% acceso dalle 10 alle 12 ore e posto a distanza massima di 30 cm e di una lampadina tipo spot in grado di riscaldarne un punto innalzando la temperatura fino a 30-31 gradi centigradi necessari alla loro termoregolazione, creando in questo modo un gradiente di temperatura. Per eventuali chiarimenti sull' illuminazione e i benefici dell' UVB si rimanda al relativo articolo. Sarebbe opportuno dotare l' acquario di nascondigli subacquei visto le loro abitudini notturne. Visto il comportamento aggressivo e' sconsigliato tenere più di un maschio per evitare duri combattimenti, anche se spesso le femmine si comportano in maniera aggressiva. Inoltre se possibile e' da evitare qualsiasi convivenza (soprattutto in acquaterrari) con altre specie seppur provenienti dallo stesso areale.

ALIMENTAZIONE
E' una specie onnivora ma prevalentemente carnivora, trae il necessario apporto nutritivo da molti alimenti per cui e' necessario che la dieta sia estremamente varia ed equilibrata. La loro alimentazione e' essenzialmente carnivora e integrano saltuariamente con cibo di origine vegetale in una piccola percentuale. In natura si nutrono di tutto ciò che capita nei loro paraggi soprattutto di insetti, molluschi, crostacei, vermi, pesci morti o predati da altri animali, alghe, piante acquatiche e piante sommerse. In cattività l' alimentazione deve essere estremamente varia. Gli individui giovani necessitano di una frequenza di alimentazione giornaliera con un giorno di digiuno, gli adulti possono tranquillamente essere alimentati ogni 3 giorni visto i loro tempi digestivi di gran lunga più lenti dei giovani e soprattutto le loro attitudini strettamente carnivore. Le Sternotherus odoratus possono seguire una dieta a base di insetti (grilli, lombrichi, cavallette, camole della farina...tutti opportunamente alimentati e spolverati con calcio) indicati soprattutto per la dieta dei più giovani, pesci d' acqua dolce (trota, alborelle, acquadelle, gambusie ecc..) vivi o morti (la soluzione migliore non essendo abilissime predatrici) ma sempre interi con le interiora. A ciò e' opportuno integrare con altri alimenti ben accetti: gamberetti d' acqua dolce (molto appetiti e consigliati), girini, piccoli invertebrati (chiocciole con guscio molto ricco di calcio), molluschi e cibi vegetali come tarassaco, cicoria selvatica, rucola, radicchio, piante acquatiche di ogni genere che risultano essere particolarmente gradite. La parte vegetale può costituire un 20-30% della dieta. Si consiglia di somministrare con parsimonia frutta e carni bianche e rosse. E' buona norma lasciare sempre a disposizione un osso di seppia per fornire il calcio necessario o spolverare con una certa frequenza il cibo con del carbonato di calcio. Eventuali integrazioni vitaminiche sono da fare sotto consiglio e indicazione di un veterinario esperto in rettili, dopo averlo messo al corrente della specie allevata e della dieta.

RIPRODUZIONE
Una volta raggiunta la maturità sessuale, le Sternotherus odoratus, dopo essersi risvegliate e riprese dal letargo, iniziano i classici rituali di corteggiamento. Nei mesi primaverili ed estivi avviene la prima deposizione pertanto e' necessario allestire del terriccio leggermente inumidito e smosso alto circa 20 cm e largo altrettanto dove la tartaruga deporrà circa 4 o 5 uova (fino a 10) a seconda delle condizioni dell'animale, della sua età riproduttiva ecc... Sono possibili più deposizioni (in genere due o tre) nell' arco della stagione. Le uova a seconda della temperatura impiegano dai 3 ai 4 mesi per schiudersi. In cattività e' consigliata una incubazione artificiale delle uova mantenendo una umidità del 70% e temperature comprese
tra i 25 e i 32 con eventuali lievi abbassamenti notturni in un substrato di vermiculite e acqua in proporzioni 1:1 per mantenere la corretta umidità. E' importante che le uova non vengano girate dalla loro posizione originaria al momento della deposizione per evitare la morte dell'embrione. Al fine di favorire e stimolare l'accoppiamento e l'ovulazione della femmina e' necessario far rispettare un periodo di letargo anche se spesso molti allevatori ottengono successi tenendole tutto l'anno attive.

NOTE
Sono tartarughe che in natura vanno in letargo, l'allevatore deve mantenere gli accorgimenti necessari ad un suo corretto svolgimento. Per questo si rimanda all' articolo sul letargo presente nel sito, ricordando che le temperature devono essere comprese tra i 10 e i 4 gradi centigradi: temperature superiori aumentano il metabolismo facendo consumare importanti energie, temperature inferiori possono provocare danni al sistema nervoso e circolatorio. E' sconsigliato agli individui fino a due anni di età, agli individui malati, sottopeso o reduci da malattie durante la stagione pre-letargo. Se non si dispone di un laghetto e' possibile mettere la vostra Sternotherus odoratus in un acquario con della sabbia-fango e qualche cm d' acqua per garantire la giusta umidità e idratazione all' animale e tenerla in un luogo adeguato (uno scantinato) a temperature comprese tra i 5 e i 10 gradi, al buio e con una rete di protezione da eventuali predatori come i ratti. Eventualmente per i soggetti più giovani si consiglia un letargo di questo tipo, controllato e più breve.

Autore: Stefano Redaelli
 
Sabato, 26 Aprile 2014 13:10

Sternotherus carinatus

Sternotherus carinatus

Tartaruga dal muschio carenata

Specie Acquatiche

Razorback musk turtle
Gray, 1856

CLASSIFICAZIONE
Classe = REPTILIA
Ordine = TESTUDINES
Famiglia = KINOSTERNIDAE
Genere = STERNOTHERUS
Specie = STERNOTHERUS CARINATUS

DISTRIBUZIONE e HABITAT
Sternotherus carinatus e' diffusa in sud-est Oklahoma, centro Arkansas, Mississippi fino a sud nel Golfo del Messico.
Occupa alcune zone colonizzate da molti Emydidi e altri Kinosternidi con cui ne condivide gli spazi.
E' facile trovarla in corsi acquatici, piccoli laghi o semplici raccolte d' acqua, in acque ricche di alberi, vegetazione acquatica e fondali fangosi ma solitamente poco profondi.
I climi in cui vive sono molto simili a quelli Italiani.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
E' una tartaruga poco propensa al nuoto e preferisce sostare in acqua poco profonde.
Passa parte della giornata facendo basking sia sulle rive dei bacini in cui vive sia arrampicandosi sulle radici affioranti.
Ha abitudini strettamente notturne o crepuscolari. Visto le temperature dell' areale di provenienza Sternotherus carinatus va in letargo durante i mesi più freddi come alcuni Emydidi.
E' una tartaruga particolarmente mordace e ha un insolito metodo di difesa: se attaccata secerne dalle ghiandole poste sotto il carapace un liquido maleodorante che allontana il predatore. In cattività mostra raramente questa "peculiarità".
Sono animali attivi anche a basse temperature a differenza di altre specie diffuse negli stessi areali.

CARATTERISTICHE FISICHE
E' una tartaruga acquatica piccola e raggiunge la dimensione massima di 16 cm anche se in cattività raggiunge dimensioni minori.
Presenta un carapace particolarmente a cupola con colori che vanno dal marrone al grigio, mentre da giovane e' molto chiaro con tanti puntini neri.
Da giovane presenta una cresta molto accentuata lungo la linea mediale del carapace che, con il tempo, tende a scomparire.
La pelle e il capo sono grigi con gli stessi puntini neri del carapace e del piastrone. Sotto la testa presenta, da adulta, due barbigli.
Il becco e' sporgente nella parte superiore, molto forte e tagliente, caratteristico di questa specie (e di quasi tutti i Kinosternidi).
Il piastrone, che presenta una cerniera poco sviluppata, ha colori uniformi giallo-marrone, mentre gli individui giovani presentano dei puntini neri su sfondo rosa che con il tempo spariscono.
Non e' presente, a differenza di altri Kinostenidi, lo scuto gulare: è questo il maggio segno di riconoscimento di questa specie nel genere Sternotherus.

DIMORFISMO SESSUALE
La caratteristica più evidente tra i due sessi e' la coda: nei maschi e' molto larga alla base e con l' apertura cloacale verso l' estremità. Nelle femmine invece la coda più piccola e sottile ha l' apertura della cloaca posta vicino agli scuti anali.
Un ulteriore dimorfismo e' rappresentato dagli scuti anali: nei maschi sono meno accentuati rispetto alla femmina in cui coprono maggiormente la coda con un angolo maggiormente chiuso rispetto ai maschi.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Alimentazione, stabulazione e tecniche di allevamento sono le medesime di quelle per Sternotherus odoratus per cui consiglio di leggere la scheda di allevamento.
Personalmente stabulo esemplari baby in acquaterrari con circa 10-15 cm di acqua, molte piante acquatiche, lenticchie d' acqua che sono particolarmente gradite come cibo, fondale sabbioso irregolare in modo da creare zone con profondità minime (importantissimo vista la scarsa attitudine al nuoto).
Temperature circa 25°C con abbassamenti notturni a circa 18. Neon UVB, radici e corteccia di sughero per eventuale basking e zona emersa (raramente utilizzata).
Gli esemplari adulti sono allevati all' aperto in un laghetto di dimensioni 2x2 metri con fondale melmoso di circa 1mt, spiaggiamenti e numerosi appigli acquatici.
Gli adulti in acquaterrario vengono da me allevati in acqua a temperatura ambiente (non sotto i 20 gradi) ed un faretto spot per creare un gradiente (poco utilizzato) ed un allestimento simile a quello per i baby con l' aggiunta di una zone emersa in terra per eventuale deposizione, tuttavia assai difficile in ambiente artificiale (depongono spesso in acqua mangiandosi le uova).
L' alimentazione, onnivora, è costituita da tutti quei cibi particolarmente graditi quali: insetti, chioccioline, lombrichi, pesci, gamberetti freschi, piante acquatiche ecc...

RIPRODUZIONE
Una volta raggiunta la maturità sessuale, le Sternotherus carinatus, dopo essersi risvegliate e riprese dal letargo, iniziano i classici rituali di corteggiamento.
Nei mesi primaverili ed estivi avviene la prima deposizione di circa 2 o 4 uova a seconda delle condizioni dell' animale, della sua età riproduttiva ecc... Sono possibili più deposizioni (in genere due) nell' arco della stagione.
Le uova a seconda della temperatura impiegano dai 3 ai 4 mesi per schiudersi.
In cattività e' consigliata una incubazione artificiale delle uova mantenendo una umidità del 70% e temperature comprese tra i 25 e i 32 con eventuali lievi abbassamenti notturni in un substrato di vermiculite e acqua in proporzioni 1:1 per mantenere la corretta umidità.
Al fine di favorire e stimolare l' accoppiamento e l' ovulazione della femmina e' necessario far rispettare un periodo di letargo anche se spesso molti allevatori ottengono successi tenendole tutto l' anno attive.

LETARGO
Sono tartarughe che in natura vanno in letargo e la durata dipende dall' areale di distribuzione, l'allevatore deve mantenere gli accorgimenti necessari ad un suo corretto svolgimento.
Le modalità e le temperature sono le medesime di Sternotherus odoratus.

Autore: Stefano Redaelli
 
Sabato, 26 Aprile 2014 13:07

Pseudemys nelsoni

Pseudemys nelsoni

"Cooter" di Nelson

Specie Acquatiche

FLORIDA RED-BELLIED COOTER
Carr, 1938

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = EMYDIDIAE
Genere = PSEUDEMYS
Specie = PSEUDEMYS NELSONI
La specie Pseudemys nelsoni non comprende sottospecie.

STATUS GIURIDICO
Pseudemys nelsoni non è inserita in nessun allegato CITES, ne nella Convenzione di Berna, quindi può essere commercializzata nella Comunità Europea.

DISTRIBUZIONE e HABITAT
La specie è diffusa in gran parte dello stato della Florida e nella Georgia meridionale. Occupa un'ampia varietà di habitat umidi e fangosi: zone acquitrinose, paludi, boschi allagati, corsi d'acqua con deboli correnti, pozze fangose, stagni ricchi di vegetazione sommersa e piante galleggianti. Passa spesso lunghi periodi sulla terraferma e nelle zone asciutte, allontanandosi molto dall'acqua. Essendo una buona nuotatrice è facile ritrovarla in acque molto profonde, anche se non disdegna zone paludose e acque poco profonde. Se si riesce a riprodurre un habitat di questo tipo, risponde bene alla vita di cattività.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Specie d'indole tranquilla e pacifica, ama trascorrere molte ore del giorno appoggiata su rami e tronchi galleggianti. Cosi come gradisce molto sostare e riposare su rive di laghi e fiumi per ricevere i benefici dei raggi solari e mantenere alta la temperatura corporea. Particolarità di questa specie è che ama nascondersi, soprattutto durante le giornate più calde, nei nidi degli alligatori, con i quali condivide tranquillamente e senza problemi gli stessi habitat. Anche la fase d'alimentazione e predazione, è condotta con molta tranquillità e pacatezza, e dura tutto il giorno. Si tratta di una specie che sopporta abbastanza bene le basse temperature, anche se alcuni esemplari non gradiscono le temperature eccessivamente basse; tale fase inizia a novembre e perdura fino all'inizio di marzo.

CARATTERISTICHE FISICHE
Le dimensioni di questa specie sono relativamente grandi, tanto da essere considerata una delle specie acquatiche nordamericane più grandi: raggiungono una dimensione massima di 38 cm, soprattutto nelle femmine più vecchie. Il carapace, bombato e allungato, presenta una colorazione molto bella e variegata negli esemplari giovani, con macchie gialle, verdi e rosse. Negli esemplari adulti invece, la colorazione è molto più scura: su un fondo nero, si alternano, a seconda dei soggetti, macchie rossastre più o meno evidenti, disposti in modo omogeneo su ciascuna placca, anche se in alcuni esemplari, sono del tutto assenti. Il piastrone, nei soggetti giovani, presenta una colorazione arancio-rosso e delle macchie più scure nelle zona centrale; negli adulti invece, le macchie sono del tutto assenti e il colore di fondo è più tendente al giallo-arancio. La testa ha un fondo completamente nero, sul quale spiccano delle strisce gialle molto evidenti; sulla parte superiore è presente una macchia gialla a forma di goccia, che rappresenta uno dei caratteri fondamentali per l'identificazione di questa specie. Le zampe sono nere e hanno le solite strisce gialle sottili. La coda, di dimensioni differenti tra maschi e femmine, è di colore nero.

DIMORFISMO SESSUALE
Il dimorfismo sessuale, data la dimensione di questa specie, è molto evidente come in molte altre specie: le femmine hanno dimensioni maggiori ma non eccessivamente; il piastrone è piatto per aumentare lo spazio per contenere le uova, la coda sottile e corta con la cloaca posta alla base di questa per aiutarla durante la deposizione delle uova. I maschi, invece, sono leggermente più piccoli, hanno una colorazione più scura, le unghie delle zampe anteriori molto lunghe e presentano un piastrone concavo per facilitare l'accoppiamento. La coda ha una base molto larga ed è più grande e lunga, inoltre l'apertura della cloaca è posta nella sua estremità, in prossimità della punta. Tutti questi caratteri sono ben visibili solo quando vengono raggiunte certe dimensioni, intorno ai 10/13 cm e un'età variabile dai 3/5 anni.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Questa specie molto diffusa sui mercati della terraristica italiana, soprattutto dopo l'inserimento della Trachemys scripta elegans nell'allegato B, può essere considerata molto robusta e di facile adattabilità alla cattività. Ultimamente, purtroppo in commercio si trovano sempre più raramente esemplari puri al 100%; molti soggetti giovani, infatti, sono il frutto di ibridazioni tra Pseudemys nelsoni e Pseudemys alabamensis, Pseudemys rubriventris, Pseudemys concinna (comprese le varie sottospecie). Per l'allevamento e il mantenimento di questa specie l'ideale è realizzare un terracquario con una porzione d'acqua pari al 75%, mentre nel restante 25% deve essere ricreata una zona di terra e sabbia, dove questa specie ama riposarsi.
Nella parte terrestre va collocato uno spot impostato ad una temperatura di 30°-32°, sotto al quale le tartarughe sostano per fare basking. Nell'acqua, la cui temperatura può variare dai 25 ai 27 gradi, oltre ad un buon filtro, possono essere inserite diverse piante sommerse e galleggianti; inoltre bisogna ricreare un fondo di sabbia di almeno 5cm dove le tartarughe amano nascondersi. Per finire, non deve mancare naturalmente un neon UVA e UVB, per favorire la crescita e la formazione ossea. Tale sistemazione è ideale per esemplari appena nati e fino a quando le dimensioni non avranno raggiunto almeno i 6-7cm. Una volta raggiunte tali dimensioni è opportuno trasferire gli esemplari in un laghetto all'esterno. Viste le grandi dimensioni di questa specie, può andar bene un laghetto di 3 x 3 metri (anche se dimensioni maggiori sono ben accette), la profondità minima è di 60-70 cm con un fondo melmoso di almeno 20-30cm. Possono essere inserite piante galleggianti e sommerse, che servono alle tartarughe per nascondersi ma anche per nutrirsi.
Possiamo inoltre inserire del sughero e dei tronchi galleggianti e creare una zona emersa, dove fare basking. Infine, se si possiedono esemplari di sesso differente, e quindi favorire la riproduzione, è opportuno creare una zona ideale per la deposizione. E' importante ricordare che, è vivamente consigliato realizzare il laghetto in una zona molto soleggiata ma con zone d'ombra, e soprattutto per questa specie, scegliere una zona molto tranquilla e poco frequentata. Infine, essendo questa specie originaria del nord-america, è possibile far trascorrere un periodo di letargo, durante l'inverno, solo però agli esemplari semiadulti e adulti.

ALIMENTAZIONE
La Pseudemys nelsoni è una specie onnivora, anche se preferisce gli alimenti di origine vegetale, soprattutto gli esemplari adulti. In natura si nutrono di ogni cosa che riescono a catturare in acqua: pesci, insetti, molluschi, vermi, girini, piante acquatiche e piante sommerse. In cattività, è fondamentale fornire ai nostri esemplari una dieta molto varia. Possiamo offrire pesce (acquadelle, alborelle, latterini, trote ecc.), crostacei, girini, insetti, lombrichi, chiocciole, camole della farina, camole del miele; palletts per tartarughe, ma anche frutta (massimo 10%) e soprattutto molti vegetali di ogni tipo, preferendo trifoglio, tarassaco e cicorie varie. In aggiunta, è opportuno somministrare degli integratori vitaminici e soprattutto del carbonato di calcio, in particolare ai soggetti più giovani e alle femmine nel periodo di deposizione.

RIPRODUZIONE
L'accoppiamento avviene principalmente in primavera, e cosi come accade nella maggior parte delle tartarughe acquatiche nordamericane, è preceduto da un'elegante danza di corteggiamento da parte del maschio. La deposizione avviene dopo circa 40-50 giorni, in una zona molto soleggiata e molto tranquilla.
Ogni covata varia dalle 9 alle 12 uova di forma ellittica, e in questa specie si hanno fino a sei covate in un anno. Il periodo d'incubazione varia dai 60 agli 80 giorni ad una temperatura variabile tra 28°-32°. Per ottenere una schiusa più sicura è opportuno togliere le uova dal nido e metterle in incubatrice, utilizzando vermiculite idratata con acqua in rapporto 1:1, favorendo cosi un aumento di umidità, che in questa specie, deve essere molto alta, intorno al 90%. E' importante ricordare che le uova non devono essere capovolte per evitare la morte dell'embrione. I soggetti appena nati, di dimensioni ridotte appena 3cm, sono molto delicati e quindi richiedono più attenzione e maggiori cure. La prima fase d'alimentazione è la più critica, ma una volta superata tale fase, la crescita e l'allevamento dei piccoli non presenta particolari difficoltà, a patto però di rispettare tutte le nozioni precedentemente descritte.

Autore: Andrea Luison
 
Sabato, 26 Aprile 2014 13:05

Pelomedusa subrufa

Pelomedusa subrufa

Tartaruga elmetto Africana

Specie Acquatiche

Lacepede, 1788

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = EMYDIDIAE
Genere = STERNOTHERUS

Esistono tre sottospecie ognuna ben localizzata in una determinata posizione geografica dell' Africa:
1. - Pelomedusa subrufa subrufa (Lacepede, 1788, "tartaruga elmetto Africana comune");
2. - Pelomedusa subrufa olivacea (Schweigger, 1812, "tartaruga elemetto Nord Africana");
3. - Pelomedusa subrufa nigra (Gray, 1863, "tartaruga elmetto nero") distinguibili per i colori e la struttura degli scuti.

Spesso visto la difficoltà di riconoscimento delle singole sottospecie viene solo considerata la specie in generale.

STATUS GIURIDICO
Pelomedusa subrufa e' inserita in Appendice III della CITES solo per il Ghana. E' dunque di libera vendita e solo esemplari provenienti da tale paese devono essere accompagnati da certificato CITES. Tuttavia, vista la buona popolarità e diffusione di questa specie, in commercio e' possibile trovare esclusivamente esemplari
riprodotti in cattività.

DISTRIBUZIONE E HABITAT
Pelomedusa subrufa e' diffusa in tutta l' Africa centro meridionale. Sporadici insediamenti sono rinvenuti anche in Madagascar, Yemen e Arabia Saudita. Pelomedusa subrufa olivacea occupa la fascia più settentrionale: dall' Etiopia e Sudan fino alla Costa d' Avorio, passando per il Camerun e Nigeria.
Alcuni avvistamenti anche nello Yemen. Pelomedusa subrufa subrufa e' distribuita nella fascia centrale dalla Somalia fino al Ghana e in tutti gli stati dell' Africa centrale, con qualche insediamento in Madagascar.
L' ultima sottospecie Pelomedusa subrufa nigra e' diffusa nella parte meridionale, in particolare in Sud Africa.
Pelomedusa subrufa Occupa habitat con precipitazioni scarse nei mesi invernali e concentrate nei mesi estivi che risultano abbastanza umidi, mentre gli inverni molto secchi.
Le temperature molto elevate durante tutto l' anno superano in alcuni mesi i 30 gradi di media. Occupa prevalentemente piccoli bacini stagnanti e raccolte d' acqua occasionali che non tardano a prosciugarsi.
Alcuni insediamenti sono stati ritrovati ad alta quota oltre i 3000 metri.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Pelomedusa subrufa e' una tartaruga semi-acquarica attiva durante la stagione umida delle piogge durante la quale sono frequenti lunghi spostamenti alla ricerca dei bacini o delle pozze adatti alla loro sopravvivenza.
Durante la stagione secca (da novembre a dicembre), in assenza di precipitazioni, quando molte pozze si prosciugano, si rifugiano in un substrato fangoso ed estivano per due o tre mesi per risvegliarsi in corrispondenza dell' inizio della stagione delle piogge (maggio-giugno) e riprendere le loro camminate in cerca di un acquitrino.
Sono tartarughe che fanno basking raramente e soprattutto nei periodi in cui le temperature non sono troppo elevate. Spesso utilizzano una tecnica di attacco di gruppo quando si tratta di una preda particolarmente grossa. Non e' una abile nuotatrice e lo si denota anche dalla forma del carapace. In natura se infastidita emette un odore sgradevole, mentre in cattività non mostra mai questo atteggiamento.

CARATTERISTICHE FISICHE
E' una specie relativamente piccola e raramente raggiunge i 20 cm di carapace. Il piastone, senza cerniere, può essere completamente uniforme, senza disegni, con un colore ocra ma in alcuni esemplari presenta colorazioni molto scure ed uniformi. Il carapace e' di forma ovale e i colori, che vanno dal marrone all' olivaceo, dipendono in generale dalla sottospecie.
La testa presenta spesso dei disegni simili a puntini. Il collo molto lungo e sottile viene retratto a "s" e solo parzialmente. In Pelomedusa subrufa subrufa i due scuti pettorali si toccano tra loro, in Pelomedusa subrufa olivacea sono molto separati, mentre Pelomedusa subrufa nigra ha gli scuti pettorali contigui ma con colorazioni del piastrone scure. La distinzione dei sessi avviene in base alla coda: per i maschi sottile e lunga, per le femmine corta e piccolina.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Non e' possibile allevarle all' aperto visto le temperature delle zone di provenienza. L' acquaterrario deve essere di dimensioni minime pari a 100 cm x 50 cm considerando una tartaruga adulta.
Il livello dell' acqua deve permettere alla tartaruga di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra, ricordandosi che sono scarse nuotatrici e si limitano a camminare sul fondo piuttosto che nuotare.
Sono consigliate per Pelomedusa subrufa temperature dell'acqua abbastanza elevate comprese tra i 25 e i 31 gradi centigradi: l'ideale e' 26-28. Al di sotto del valore minimo tollerabile, relativamente alto rispetto ad altre specie (circa 23-24 gradi), iniziano a manifestare un forte rallentamento del metabolismo, inappetenza e apatia che per questa specie può risultare fatale visto che per tutto l'anno nei luoghi di origine le temperature si mantengono abbastanza regolari e costanti. Temperature troppo elevate (necessarie solo in caso di debilitazioni o malattie) aumentano notevolmente il metabolismo e possono indurre la tartaruga all'estivazione, molto frequente in questa specie.
Di notte e' opportuna una escursione termica di 4 o 5 gradi centigradi. E' necessario dotare l' acquaterrario di un area emersa costituita da sassi non taglienti o tronchi (ottime le radici di mangrovia) ma anche di un' ampia superficie estesa per almeno la metà della superficie acquatica in parte costituito da terriccio umido.
L' acquaterrario deve essere dotato di un neon UVB (essenziale) con valore del 7% acceso dalle 10 alle 12 ore e posto a distanza massima di 30 cm e di una lampadina tipo spot in grado di riscaldarne un punto creando in un punto una temperatura anche oltre i 30 gradi centigradi necessari alla loro termoregolazione soprattutto se la temperatura dell' acqua non e' molto elevata.
E' fondamentale mantenere una pulizia costante dell'acquaterrario. Alcuni esemplari di Pelomedusa subrufa, in natura, vivono in acque con pH particolarmente alto (alcalino), compreso tra 8.0 e 8.5. Può essere quindi opportuno controllare i valori del pH e stabilizzarli su questo valore, aggiungendo ad esempio della sabbia corallina o del grit marino sul fondo o nel filtro raggiungendo il valore desiderato. Intervenire sul pH e' consigliato agli allevatori più esperti.

ALIMENTAZIONE
Pelomedusa subrufa e' una specie carnivora, trae il necessario apporto nutritivo da molti alimenti proteici per cui e' necessario che la dieta sia estremamente varia ed equilibrata. In natura si nutrono di tutto ciò che capita nei loro paraggi soprattutto di insetti, molluschi, crostacei, vermi, piccoli mammiferi, pesci e pesciolini.
In cattività l' alimentazione deve essere estremamente varia.
Gli individui giovani necessitano di una frequenza di alimentazione giornaliera con un giorno di digiuno o un giorno si e uno no alternato, gli adulti possono tranquillamente essere alimentati ogni 3 giorni visto i loro tempi digestivi di gran lunga piu' lenti dei giovani e le grandi dosi proteiche che assumono.
Pelomedusa subrufa puo' seguire una dieta a base di insetti (grilli, lombrichi, cavallette, camole della farina ...) opportunamente alimentati e pesci d' acqua dolce (trota, alborelle, acquadelle, gambusie ecc..) vivi, morti o interi (la soluzione migliore) a seconda della taglia della tartaruga.
Assumendo cibi poveri di vitamine e calcio e' importante che il pesce venga somministrato intero con tutte le interiora, ricche appunto di vitamine e che il cibo venga regolarmente spolverato con del carbonato di calcio.
A ciò e' opportuno integrare con altri alimenti ben accetti: girini, piccoli invertebrati (chiocciole con guscio molto ricco di calcio), molluschi, gamberetti d' acqua dolce. Si consiglia di somministrare con parsimonia carni bianche e rosse.
E' bene non somministrare cibo per cani e gatti, prosciutto, insaccati e simili. E' buona norma lasciare sempre a disposizione un osso di seppia per fornire il calcio necessario. E' possibile fare delle integrazioni vitaminiche sotto consiglio veterinario che interverrà opportunamente dopo avergli spiegato la dieta adottata e la specie allevata.

RIPRODUZIONE
In cattività raggiungono la maturità sessuale molto prima i maschi delle femmine a seconda delle dimensioni e delle condizioni di allevamento. Per la deposizione e' necessario allestire del terriccio leggermente inumidito e smosso alto circa 20 cm e largo altrettanto dove la tartaruga deporrà all' incirca 15 uova a seconda delle condizioni dell' animale, della sua età riproduttiva ecc... in un' unica deposizione.
Le uova a seconda della temperatura impiegano dai 70 ai 90 giorni per schiudersi. E' consigliato mantenere un' umidità intorno al 70% e temperature comprese tra i 27 e i 32 con eventuali lievi abbassamenti notturni in un substrato di vermiculite opportunamente idratato per mantenere la corretta umidità.
E' importante che le uova non vengano girate dalla loro posizione originaria al momento della deposizione per evitare la morte dell' embrione. All' inizio della stagione riproduttiva e' bene fornire una adeguata integrazione di calcio (necessaria in ogni specie) per il corretto sviluppo delle uova.

NOTE
Come già accennato Pelomedusa subrufa e' una tartaruga che non va in letargo e temperature troppo basse possono risultare fatali per questa specie. Mentre in natura solitamente estiva durante la stagione secca e calda.

Autore: Stefano Redaelli
 
Sabato, 26 Aprile 2014 13:02

Ocadia (Mauremys) sinensis

Ocadia sinensis

Tartaruga cinese dal collo striato

Specie Acquatiche

Gray, 1834

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = BATAGURIDAE
Genere = OCADIA
Specie = OCADIA SINENSIS
La specie Ocadia sinensis non comprende sottospecie.

STATUS GIURIDICO
Ocadia sinensis non è inserita in nessun allegato CITES, quindi può essere commercializzata nella Comunità Europea. Risulta però inserita nel "IUCN Red List Status" e quindi protetta e monitorata periodicamente soprattutto perché, cosi come tutte le altre tartarughe asiatiche, è continuamente sottoposta a prelievi per scopi alimentari e per i mercati della terraristica europea e nordamericana.

DISTRIBUZIONE E HABITAT
La specie è diffusa in gran parte della Cina sud-orientale, nel Vietnam settentrionale e nelle isole di Hainan e di Taiwan. Occupa un'ampia varietà di habitat paludosi e fangosi: zone acquitrinose, paludi, corsi d'acqua con deboli correnti, pozze fangose, stagni ricchi di vegetazione sommersa e piante galleggianti. Essendo una buona nuotatrice è facile ritrovarla in acque molto profonde, ma allo stesso tempo gradisce anche zone paludose e poco profonde. Se si riesce a riprodurre un habitat di questo tipo, risponde bene alla vita di cattività.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Pur essendo una gran nuotatrice e amante dell'acqua, non disdegna però, come la maggior parte delle tartarughe, trascorrere del tempo su un tronco, su un sasso o sulle rive di un fiume per ricevere i benefici dei raggi solari e mantenere alta la temperatura corporea.
La fase d'alimentazione e di predazione (poco frequente), è condotta quasi esclusivamente in acqua, dove è alla continua ricerca di vegetali e altro, ma è anche possibile vederla sulla terraferma alla ricerca di qualcos'altro. Si tratta di una specie che, provenendo da zone sub-tropicali, non sopporta tanto le basse temperature e quindi climi troppo freddi e gelidi; in natura non va in letargo viste le temperature dei suoi habitat, ma in cattività è possibile lasciarla andare in letargo, solo però in quelle zone dove le temperature non sono troppo basse. Tale fase inizia a fine ottobre e perdura fino a fine febbraio, immersa nell'acqua su fondali melmosi e fangosi.

CARATTERISTICHE FISICHE
Le dimensioni di questa specie, sono simili a quelle di molte altre tartarughe nord-americane, raggiungendo i 27 cm, anche se in cattività, le dimensioni medie si aggirano intorno ai 20/22 cm, poi naturalmente tutto dipende dall'alimentazione, dalle condizioni d'allevamento e dal sesso; in questa specie, come in molte altre i maschi rimangono più piccoli rispetto alle femmine.
Il carapace presenta tre carenature, una centrale e due laterali, molto evidenti negli esemplari giovani, che diventano meno evidenti in esemplari adulti. Il colore del carapace nei giovani è verde-marrone mentre le tre carenature variano dal giallo-arancio al marrone; con l'età, il carapace tende a scurirsi diventando quasi completamente nero chiaro.
Il piastrone presenta una colorazione di fondo giallo-arancio e delle macchie estese scure per ogni scudo.
La testa, cosi come le zampe e la coda, presentano delle striature orizzontali gialle e verdi scure (da cui deriva il nome comune). La coda, seppur con dimensioni differenti tra maschi e femmine, è molto più lunga del normale se paragonata a tante altre specie.

DIMORFISMO SESSUALE
Il dimorfismo sessuale, data la dimensione eccessiva della coda in questa specie, non e' cosi evidente come in molte altre specie: le femmine hanno dimensioni maggiori; il piastrone è piatto o convesso per aumentare lo spazio per contenere le uova, mentre l'apertura cloacale è all'interno dei margini dello scudo sopracaudale. I maschi, invece, sono più piccoli, presentano un piastrone concavo per facilitare l'accoppiamento.
La coda ha una base molto larga ed è più grande e lunga, inoltre l'apertura della cloaca è posta nella sua estremità, in prossimità della punta. Tutti questi caratteri sono ben visibili solo quando viene raggiunta la maturità sessuale: ovvero raggiunte le dimensioni di circa 16-18 cm e un'età variabile dai 5-7 anni.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Questa specie, molto diffusa sui mercati della terraristica italiana soprattutto da qualche anno e cioè dopo l'inserimento in Cites della Trachemys scripta elegans, può essere considerata molto robusta e di facile adattabilità alla cattività.
Per l'allevamento e il mantenimento di questa specie è ideale realizzare un terracquario con una porzione d'acqua pari al 75%, mentre nel restante 25% deve essere ricreata una zona di terra umida e muschio, dove questa specie trascorre diverse ore durante la giornata. Nella parte terrestre va collocato uno spot impostato ad una temperatura di 30°-32°, sotto al quale le tartarughe sostano per fare basking.
Nell'acqua, la cui temperatura può variare dai 25 ai 27 gradi, possono essere inserite diverse piante sommerse e galleggianti; inoltre bisogna ricreare un fondo melmoso di almeno 5-10cm dove le tartarughe amano nascondersi. Per finire, non deve mancare naturalmente un neon UVA e UVB, per favorire la crescita e la formazione ossea.
Tale sistemazione è ideale per esemplari appena nati e fino a quando le dimensioni non raggiungono almeno gli 8-10cm. Una volta raggiunte tali dimensioni è opportuno trasferire gli esemplari in un laghetto all'esterno. Viste le dimensioni di questa specie, può andar bene un laghetto di 3 x 2 metri (anche se dimensioni maggiori sono ben accette), la profondità minima è di 60-70 cm con un fondo melmoso di almeno 20-30cm.
Possono essere inserite piante galleggianti e sommerse, che servono alle tartarughe per nascondersi ma soprattutto per alimentarsi. Possiamo inoltre inserire del sughero e dei tronchi galleggianti e creare una zona emersa, dove fare basking. Infine, se si possiedono esemplari di sesso differente, e quindi favorire la riproduzione, è opportuno creare una zona ideale per la deposizione. E' importante ricordare che, è vivamente consigliato realizzare il laghetto in una zona molto soleggiata ma con zone d'ombra, e scegliere una zona molto tranquilla e poco frequentata. Infine, come gia detto, è possibile far trascorrere un periodo di letargo, durante l'inverno, solo però agli esemplari semiadulti e adulti e in luoghi non troppo freddi.

ALIMENTAZIONE
L'Ocadia sinensis è una specie quasi completamente erbivora e vegetariana, anche se non disdegna gli alimenti di origine animali. In natura si nutrono di ogni cosa che riescono a trovare in acqua ma anche in terra: erbe varie, vegetali, piante acquatiche, piante sommerse, frutti, e in quantità molto inferiori anche insetti, pesci, molluschi, crostacei, vermi e molto altro. In cattività, è fondamentale fornire ai nostri esemplari una dieta molto varia.
Possiamo offrire principalmente vegetali di ogni tipo, preferendo erbe ricche di fibre e calcio, trifoglio, tarassaco e cicorie varie, piante acquatiche come lenticchie d'acqua e lattuga d'acqua e altre piante sommerse; poi in aggiunta si può offrire della frutta con buon rapporto calcio/fosforo(massimo 15%). Infine per un massimo del 10% della dieta totale possiamo fornire: pesce (acquadelle, alborelle, latterini ecc.), crostacei, girini, insetti, lombrichi, chiocciole, camole della farina, camole del miele, pelletts per tartarughe.
In aggiunta, è opportuno somministrare degli integratori vitaminici e soprattutto del carbonato di calcio, in particolare ai soggetti più giovani e alle femmine nel periodo di deposizione.

RIPRODUZIONE
L'accoppiamento avviene principalmente in primavera, e cosi come accade nella maggior parte delle tartarughe acquatiche è opportuno fornire un'ampia zona di deposizione. La deposizione avviene dopo circa 60-70 giorni, in una zona molto soleggiata e molto tranquilla. Ogni covata varia dalle 2 alle 4 uova, per un totale di 3 covate l'anno. Il periodo d'incubazione varia dai 60 ai 120 giorni ad una temperatura variabile tra 28°-32°.
Per ottenere una schiusa più sicura è opportuno togliere le uova dal nido e metterle in incubatrice, utilizzando vermiculite idratata con acqua in rapporto 1:1, favorendo cosi un aumento di umidità, che in questa specie, deve essere molto alta, intorno al 80%. E' importante ricordare che le uova non devono essere capovolte per evitare la morte dell'embrione. I soggetti appena nati, di dimensioni ridotte appena 3cm, sono molto delicati e quindi richiedono più attenzione e maggiori cure. La prima fase d'alimentazione è la più critica, ma una volta superata tale fase, la crescita e l'allevamento dei piccoli non presenta particolari difficoltà, a patto però di rispettare tutte le nozioni precedentemente descritte.

Autore: Andrea Luison

 

Sabato, 26 Aprile 2014 13:00

Geoclemys hamiltonii

Geoclemys hamiltonii

Specie Acquatiche

Gray, 1931

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = BATAGURIDAE
Genere = GEOCLEMYS
Specie = GEOCLEMYS HAMILTONII
La specie Geoclemys hamiltonii non comprende sottospecie.

STATUS GIURIDICO
È compresa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) in Appendice I ed è anche sotto il controllo dell'Endangered Species Act. È a rischio estinzione e per questo motivo sono stati avviati molti programmi di riproduzione e salvaguardia di questa specie, da parte di zoo associazioni naturaliste.

DISTRIBUZIONE E HABITAT
La specie è presente in un limitato areale che si estende dal Pakistan e arriva fino al Bangladesh, attraversando l'India nord-orientale e il sud del Nepal. Si trova in grandi fiumi come l'Indo, il Gange e Brahmaputra. Anche se si hanno poche informazioni su le esigenze ambientali, si sa che occupa habitat paludosi e fangosi: zone acquitrinose, paludi, corsi d'acqua con deboli correnti, ricchi di vegetazione sommersa e galleggianti.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Pur trascorrendo molto tempo in acqua, non disdegna però, come la maggior parte delle tartarughe, trascorrere del tempo su un tronco, su un sasso o sulle rive di un fiume per ricevere i benefici dei raggi solari e mantenere alta la temperatura corporea. Ho notato che amano molto nascondersi tra la vegetazione galleggiante e anche in zone di penombra.
La fase d'alimentazione e soprattutto di predazione, è condotta quasi sclusivamente in acqua, dove continuamente ricerca pesci, crostacei, molluschi, insetti e piccoli mammiferi. In natura, il periodo del letargo è quasi sconosciuto, in quanto i climi delle zone in cui vivono sono molto diversi e variabili.

CARATTERISTICHE FISICHE
Le dimensioni di questa specie si aggirano intorno ai 35 cm, anche se in cattività, le dimensioni medie si aggirano intorno ai 30 cm, poi naturalmente tutto dipende dall'alimentazione, dalle condizioni d'allevamento e dal sesso; in questa specie, come in molte altre i maschi rimangono più piccoli rispetto alle femmine.
Il carapace presenta tre carenature seghettate, una centrale e due laterali, molto evidenti anche negli esemplari giovani. Il carapace è di colore nero, sul quale si alternano sfumature e macchie gialle-bianche.
Il piastrone ha una colorazione di fondo nera-marrone e delle striature più chiare(gialle o bianche). La testa, cosi come le zampe e la coda, è ricoperta di puntini bianchi e gialli di varie dimensioni (da cui deriva il nome comune), che è uno degli elementi identificativi di questa specie.

DISMORFISMO SESSUALE
Il dimorfismo sessuale, data la particolare struttura di questa specie, non è cosi evidente come in molte altre specie: le dimensioni sono simili sia nei maschi sia nelle femmine; le femmine presentano un piastrone piatto o convesso, mentre l'apertura cloacale è all'interno dei margini dello scudo sopracaudale. I maschi, invece, hanno il piastrone concavo per facilitare l'accoppiamento. La coda ha una base molto larga ed è più grande e lunga, inoltre l'apertura della cloaca è posta nella sua estremità, in prossimità della punta. Tutti questi caratteri sono ben visibili solo quando viene raggiunta la maturità sessuale: ovvero raggiunte le dimensioni
di circa 24-27 cm e un'età variabile dai 6-8 anni.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Questa specie, anche se raramente si trova in commercio, può essere considerata molto robusta e di facile adattabilità alla cattività.
Per l'allevamento e il mantenimento di questa specie è ideale realizzare un terracquario con una porzione d'acqua pari al 75%, mentre nel restante 25% deve essere ricreata una zona di terra umida e muschio, dove questa specie trascorre diverse ore durante la giornata. Nella parte terrestre va collocato uno spot impostato ad una temperatura di 30°-32°, sotto al quale le tartarughe sostano per fare basking.
Nell'acqua, la cui temperatura può variare dai 25° ai 27°, possono essere inserite diverse piante sommerse e galleggianti; inoltre bisogna ricreare un fondo melmoso di almeno 5-10cm dove le tartarughe amano nascondersi. Per finire, non deve mancare naturalmente un neon UVA e UVB, per favorire la crescita e la formazione ossea.
Tale sistemazione è ideale per esemplari appena nati e fino a quando le dimensioni non raggiungono almeno gli 8-10cm. Una volta raggiunte tali dimensioni è opportuno trasferire gli esemplari in un laghetto all'esterno.
Viste le dimensioni di questa specie, può andar bene un laghetto di 3 x 2 metri (anche se dimensioni maggiori sono ben accette), la profondità minima è di 60-70 cm con un fondo melmoso di almeno 20-30cm.
Possono essere inserite piante galleggianti e sommerse, che servono alle tartarughe per alimentarsi ma soprattutto per nascondersi. Possiamo inoltre inserire del sughero e dei tronchi galleggianti e creare una zona emersa, dove fare basking. Infine, se si possiedono esemplari adulti di sesso differente, per favorire la riproduzione, è opportuno creare una zona con sabbia e torba ideale per la deposizione. E' importante ricordare che, è vivamente consigliato realizzare il laghetto in una zona molto soleggiata ma con zone d'ombra, e scegliere una zona molto tranquilla e poco frequentata. Infine, come gia detto, è possibile far trascorrere un periodo di letargo, durante l'inverno, solo però agli esemplari semiadulti e adulti e in luoghi non troppo freddi.

ALIMENTAZIONE
Geoclemys hamiltonii è una specie quasi completamente carnivora, anche se non disdegna gli alimenti d'origine vegetale. In natura si nutre d'ogni cosa che riesce a cacciare e trovare in acqua ma anche in terra:
piante acquatiche, piante sommerse, frutti, ma soprattutto insetti, pesci, molluschi, crostacei, vermi, piccoli mammiferi e molto altro. In cattività, è fondamentale fornire ai nostri esemplari una dieta molto varia.
Possiamo offrire principalmente: pesce (acquadelle, alborelle, latterini ecc.), crostacei, girini, insetti, lombrichi, chiocciole, camole della farina, camole del miele, pelletts per tartarughe. Questo rappresenta circa l'80% della loro dieta. Poi in aggiunta, possiamo fornire vegetali (15%) e frutta (5%). È opportuno somministrare inoltre degli integratori vitaminici e soprattutto del carbonato di calcio, in particolare ai soggetti più giovani e alle femmine nel periodo di deposizione.

RIPRODUZIONE
L'accoppiamento avviene in primavera, e cosi come accade nella maggior parte delle tartarughe acquatiche è opportuno fornire un'ampia zona di deposizione. La deposizione avviene dopo circa 60-70 giorni, in una zona molto soleggiata e molto tranquilla. Ogni covata varia dalle 6-10 uova, per un totale di 2 covate l'anno. Il
periodo d'incubazione varia dai 60 ai 120 giorni ad una temperatura variabile tra 28°-32°.
Per ottenere una schiusa più sicura è opportuno togliere le uova dal nido e metterle in incubatrice, utilizzando vermiculite idratata con acqua in rapporto 1:1, favorendo cosi un aumento di umidità, che in questa specie, deve essere molto alta, intorno al 80-90%. E' importante ricordare che le uova non devono essere capovolte per evitare la morte dell'embrione. I soggetti appena nati, di dimensioni ridotte appena 35-37 mm, sono molto delicati e quindi richiedono più attenzione e maggiori cure. La prima fase d'alimentazione è la più critica, ma una volta superata tale fase, la crescita e l'allevamento dei piccoli non presenta particolari difficoltà, a patto però di rispettare tutte le nozioni descritte in precedenza. La maturità sessuale viene raggiunta tra il quinto e settimo anno di età.

Autore: Andrea Luison

Sabato, 26 Aprile 2014 12:57

Clemmys guttata

Clemmys guttata

Tartaruga punteggiata

Specie Acquatiche

Schneider 1792

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = EMYDIDIAE
Genere = CLEMMYS
Specie = CLEMMYS GUTTATA
La specie Clemmys guttata non comprende sottospecie.

STATUS GIURIDICO
Clemmys guttata non è inserita in nessun allegato CITES, quindi può essere commercializzata nella Comunità Europea.
Risulta però inserita nel "IUCN Red List Status" dal 1996 e quindi protetta e monitorata dai diversi stati nordamericani dove si trovano i suoi habitat naturali.

DISTRIBUZIONE E HABITAT
La specie è diffusa dal Canada meridionale (Quebec e Ontario), lungo la costa atlantica degli Stati Uniti fino alla parte settentrionale della Florida.
Occupa un'ampia varietà di habitat umidi e fangosi: zone acquitrinose, paludi, boschi allagati, corsi d'acqua con deboli correnti, pozze fangose, stagni ricchi di vegetazione sommersa e piante galleggianti.
Passa spesso lunghi periodi sulla terraferma e nelle zone più umide e fangose, allontanandosi molto dall'acqua anche durante il periodo di caccia.
Non essendo una buona nuotatrice è difficile ritrovarla in acque molto profonde, gradendo maggiormente zone paludose e poco profonde.
Se si riesce a riprodurre un habitat di questo tipo, risponde bene alla vita di cattività.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
Specie d'indole timida e un pò schiva, ama trascorrere molto tempo nascosta nel fango e nelle zone più umide, dove si trova più al sicuro dai predatori.
Non disdegna però, come la maggior parte delle tartarughe, trascorrere del tempo su un tronco o su un sasso per ricevere i benefici dei raggi solari e mantenere alta la temperatura corporea.
Anche la fase d'alimentazione e predazione, è condotta con molta circospezione, soprattutto il mattino e verso sera.
Si tratta di una specie che sopporta meglio le basse temperature e quindi ritarda la fase di letargo, rispetto a molte altre tartarughe acquatiche nordamericane; tale fase inizia a novembre e perdura fino a fine febbraio, scegliendo luoghi fangosi e umidi, ma anche immersa nell'acqua, su fondali melmosi.

CARATTERISTICHE FISICHE
Le dimensioni, di questa specie, sono molto contenute, tanto da essere considerata una delle specie acquatiche nordamericane più piccole: raggiungono una dimensione massima di 12,5 cm (la dimensione massima riscontrata è di 13,6cm), sia nei maschi che nelle femmine.
Il carapace, liscio, presenta una colorazione molto elegante: su un fondo nero, spiccano diversi punti gialli vivaci, disposti in modo casuale, anche se in alcuni esemplari, c'è una disposizione quasi geometrica.
Il piastrone presenta una colorazione arancio-rosa e delle macchie estese scure per ogni scudo.
La testa ha una colorazione prevalentemente scura, sulla quale spiccano i soliti punti gialli molto evidenti; il mento ha una colorazione molto variabile.
Le zampe sono ricoperte da uno strato di pelle nera e arancio e di punti gialli più piccoli. La coda, di dimensioni differenti tra maschi e femmine, è di colore rosa e nero.

DIMORFISMO SESSUALE
Il dimorfismo sessuale, data la dimensione ridotta di questa specie, non e' cosi evidente come in molte altre specie: le femmine hanno dimensioni maggiori e una colorazione più chiara; il piastrone è piatto per aumentare lo spazio per contenere le uova, la coda sottile e corta con la cloaca posta alla base di questa per aiutarla durante la deposizione delle uova. Il mento è giallo, mentre l'iride è arancio.
I maschi, invece, sono lievemente più piccoli, hanno una colorazione più scura e presentano un piastrone concavo per facilitare l'accoppiamento.
La coda ha una base molto larga ed è più grande e lunga, inoltre l'apertura della cloaca è posta nella sua estremità, in prossimità della punta.
Nei maschi il mento presenta una colorazione marrone o nera, cosi come, l'iride tende al castano.
Tutti questi caratteri sono ben visibili solo quando viene raggiunta la maturità sessuale: ovvero raggiunte le dimensioni di circa 8-9 cm e un'età variabile dai 7-10 anni.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Questa specie non molto diffusa sui mercati della terraristica italiana fino a qualche anno fa, può essere considerata molto robusta e di facile adattabilità alla cattività.
Per l'allevamento e il mantenimento di questa specie è ideale realizzare un terracquario con una porzione d'acqua pari al 60%, mentre nel restante 40% deve essere ricreata una zona di terra umida e muschio, dove questa specie si nasconde e trascorre la maggior parte della giornata.
Nella parte terrestre va collocato uno spot impostato ad una temperatura di 30°-32°, sotto al quale le tartarughe sostano per fare basking.
Nell'acqua, la cui temperatura può variare dai 25 ai 27 gradi, possono essere inserite diverse piante sommerse e galleggianti; inoltre bisogna ricreare un fondo melmoso di almeno 5-10cm dove le tartarughe amano nascondersi.
Per finire, non deve mancare naturalmente un neon UVA e UVB, per favorire la crescita e la formazione ossea.
Tale sistemazione è ideale per esemplari appena nati e fino a quando le dimensioni non avranno raggiunto almeno i 6-7cm.
Una volta raggiunte tali dimensioni è opportuno trasferire gli esemplari in un laghetto all'esterno.
Viste le dimensioni ridotte di questa specie, può andar bene un laghetto di 2 x 2 metri (anche se dimensioni maggiori sono ben accette), la profondità minima è di 60-70 cm con un fondo melmoso di almeno 20-30cm.
Possono essere inserite piante galleggianti e sommerse, che servono alle tartarughe per nascondersi ma anche per nutrirsi.
Possiamo inoltre inserire del sughero e dei tronchi galleggianti e creare una zona emersa, dove fare basking.
Infine, se si possiedono esemplari di sesso differente, e quindi favorire la riproduzione, è opportuno creare una zona ideale per la deposizione.
E' importante ricordare che, è vivamente consigliato realizzare il laghetto in una zona molto soleggiata ma con zone d'ombra, e soprattutto per questa specie, scegliere una zona molto tranquilla e poco frequentata.
Infine, essendo questa specie originaria del nord-america, è possibile far trascorrere un periodo di letargo, durante l'inverno, solo però agli esemplari semiadulti e adulti.

ALIMENTAZIONE
La Clemmys guttata è una specie onnivora, anche se preferisce gli alimenti di origine animali. In natura si nutrono di ogni cosa che riescono a catturare sia in acqua che in terra: pesci, insetti, molluschi, vermi, girini, piante acquatiche e piante sommerse.
In cattività, è fondamentale fornire ai nostri esemplari una dieta molto varia. Possiamo offrire pesce (acquadelle, alborelle, latterini ecc.), crostacei, girini, insetti, lombrichi, chiocciole, camole della farina, camole del miele; pelletts per tartarughe, ma anche frutta (massimo 10%) e soprattutto vegetali di ogni tipo, preferendo trifoglio, tarassaco e cicorie varie.
In aggiunta, è opportuno somministrare degli integratori vitaminici e soprattutto del carbonato di calcio, in particolare ai soggetti più giovani e alle femmine nel periodo di deposizione.

RIPRODUZIONE
L'accoppiamento avviene principalmente in primavera, e cosi come accade nella maggior parte delle tartarughe acquatiche nordamericane, è preceduto da un'elegante danza di corteggiamento da parte del maschio.
La deposizione avviene dopo circa 40-50 giorni, in una zona molto soleggiata e molto tranquilla.
Ogni covata varia dalle 3 alle 9 uova di forma ellittica. Il periodo d'incubazione varia dai 60 agli 80 giorni ad una temperatura variabile tra 28°-32°.
Per ottenere una schiusa più sicura è opportuno togliere le uova dal nido e metterle in incubatrice, utilizzando vermiculite idratata con acqua in rapporto 1:1, favorendo cosi un aumento di umidità, che in questa specie, deve essere molto alta, intorno al 90%.
E' importante ricordare che le uova non devono essere capovolte per evitare la morte dell'embrione.
I soggetti appena nati, di dimensioni ridottissime appena 2cm, sono molto delicati e quindi richiedono più attenzione e maggiori cure.
La prima fase d'alimentazione è la più critica, ma una volta superata tale fase, la crescita e l'allevamento dei piccoli non presenta particolari difficoltà, a patto però di rispettare tutte le nozioni precedentemente descritte.

Autore: Andrea Luison

 

Sabato, 26 Aprile 2014 12:54

Chelus fimbriatus

Chelus fimbriatus

Tartaruga foglia o Mata Mata

Specie Acquatiche

(Mata Mata) Mata mata turtle / Fransenschildkröten
Schneider 1783

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = PLEURODYRA
Famiglia = CHELYDAE
Genere = CHELUS
Specie = FIMBRIATUS

STATUS GIURIDICO
Non è inserita in nessuna normativa di protezione, pertanto è di libera vendita e non soggetta a certificazione CITES. La specie non risulta essere minacciata

DISTRIBUZIONE
Vive nei corsi lenti di vari fiumi sudamericani, in Brasile, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Colombia ecc.
Tra i principali fiumi ricordiamo il Rio delle Amazzoni l'Orinoco e il Rio Negro

HABITAT
Fiumi a corso lento, non molto profondi, ricoperti di sedimenti e vegetazione galleggiante.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
E' attiva durante tutto l'anno, non effettua letargo o latenza.
Passa la maggior parte della giornata immobile, nelle zone con moderata corrente, tendendo agguati alle prede, contando sul proprio aspetto mimetico.
Si sposta perlopiù camminando sul fondo, essendo una nuotatrice non eccelsa.
Spesso rimane in acque basse, ove respira facendo affiorare solo le narici.
Non esce praticamente mai dall'acqua, spesso si appoggia a detriti galleggianti o sulla riva.

CARATTERISTICHE FISICHE
E' una delle tartarughe più strane, caratteristica che la rende molto ricercata sul mercato terraristico.
Il carapace, lungo fino a 50 cm, è molto appiattito, da cui il nome tartaruga foglia, spesso incurvato e con caratteristiche carenature, di solito ricoperte di alghe o fanghiglia. Il colore è marroncino scuro.
Il collo e la testa possono raggiungere quasi la lunghezza del carapace, si presentano con diverse appendici e frastagliature, che accentuano il mimetismo.
La testa è molto larga e piatta, la bocca enorme e larga come l'intera testa.

DIMORFISMO SESSUALE
Non molto evidente, i maschi presentano una coda più larga alla base e più lunga.
Il piastrone è leggermente concavo nei maschi,che presentano anche la testa leggermente più larga.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Vive bene in acquari allestiti appositamente, con una profondità dell'acqua che consenta agli animali di far emergere le narici stando appoggiate sul fondo.
Essendo una specie molto statica l'acquario può non essere enorme, ma si tratta comunque di una specie che, collo compreso, può raggiungere gli 80-90 cm.
Le misure minime sono quindi 180x100 di base, con l'acqua a una temperatura di 27-28 gradi.
L'aria sovrastante deve essere umida e calda, si consiglia di posizionare un faretto sopra la vasca.
Come materiale di fondo si può utilizzare sabbia fine, l'arredamento consigliato è ridotto a qualche radice,
magari affiorante per consentire alla tartaruga di stazionarci per respirare.
Una zona emersa non verrebbe frequentata, solo femmine escono dall'acqua per deporre.
Le piante acquatiche sarebbero sradicate, non vengono danneggiate invece le piante galleggianti, indicate per fornire un habitat soddisfacente per questa specie.
Il riscaldatore deve essere protetto dagli urti, il filtraggio consigliato è costituito da un potente filtro esterno.
Per non creare eccessive turbolenze conviene utilizzare un vetro o altro come "frangiflutti" all' uscita del tubo di rimando del filtro.
Fortemente sconsigliato l'allevamento all'esterno.

ALIMENTAZIONE
Esclusivamente carnivora, a base di pesci, rane, girini, lombrichi e qualsiasi animale riesca a catturare.
Nei primi periodi in cattività accetta solo prede vive, che caccia all'agguato aspirandole nella bocca enorme, sfruttando il risucchio prodotto dall'apertura e attirandole con le appendici carnose che ornano la bocca.
Una volta acclimatate accettano anche cibo morto, da porgere con una pinza.
Importante è non offrire una dieta monotona, ma variare il più possibile.

RIPRODUZIONE
Sconosciuta in cattività e poco nota anche allo stato libero.
Le femmine depongono circa 15-25 uova sferiche di circa 3-3,5 cm.
Vengono deposte in buche nelle vicinanze delle rive, una sola volta all'anno.
La durata dell'incubazione dura dai 6 agli 8 mesi a temperature di circa 26-28 gradi, con un forte tasso di umidità.

NOTE
Una delle tartarughe acquatiche più ricercate e desiderate dagli appassionati, abbastanza costosa e riservata a coloro che possiedono già un minimo di esperienza.
Anche dal punto di vista alimentare può essere complicata, visto che alcuni esemplari accettano solo cibo vivo.
Soprattutto gli esemplari di grosse dimensioni possono infliggere potenti morsi, con il lungo collo pronto a scattare sulle mani dell'allevatore, decisamente una tartaruga da prendere con i guanti!!!

Autore: Luca Caroldi

Sabato, 26 Aprile 2014 12:49

Testuggine marginata

Testuggine marginata

Specie Terrestri

Schoepff, 1795

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = TESTUDINIDAE
Genere = TESTUDO
Specie = TESTUDO MARGINATA

STATUS GIURIDICO
Testudo marginata è inclusa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.), appendice II allegato A.

DISTRIBUZIONE IN NATURA
Testudo marginata è la tartaruga terrestre Europea di maggiori dimensioni, raggiungendo in alcuni casi i 40 cm di lunghezza e i 7-8 Kg di peso.
E' originaria della Grecia, ma attualmente sono presenti popolazioni in Albania ed Italia. Segnalazioni certe la danno presente a San Rossore, in Toscana, ed in alcune località della Calabria, dove la presenza è da attribuire all'immissione da parte dell'uomo in tempi storici risalenti prima dell'avvento dell'Impero Romano, probabilmente a seguito di scambi commerciali con la Grecia Classica.
Carapaci di Testudo Marginata sono stati rinvenuti di fatto in tombe etrusche a testimonianza della millenaria presenza di questo rettile nella nostra penisola.
Tali popolazioni hanno comunque carattere isolato. Un discorso a parte merita invece la presenza del rettile in Sardegna, dove appare diffusa e ben acclimatata, particolarmente nella Gallura, nell'Ogliastra e nella penisola di Stintino.
Le prime notizie storiche certe risalgono comunque al diciassettesimo secolo e confermano la presenza sull'isola.
Si hanno poi notizie di successive introduzioni sino al periodo della seconda guerra mondiale.
Attualmente appare in declino per il prelievo indiscriminato a cui da tempo è soggetta, nonostante la protezione a cui è sottoposta sia dallo Stato Italiano che dalla Regione Sardegna.

COLLOCAZIONE TASSONOMICA
Secondo le ultime revisioni la specie è stata suddivisa in tre sottospecie, quella tipo Testudo marginata marginata (Schopff, 1795), presente in gran parte della Grecia e Testudo marginata sarda (Mayer, 1992) per le popolazioni sarde.
Più recente l'introduzione di una nuova sottospecie denominata weissingeri (Bour, 1995), presente in una stretta fascia costiera a sud del Peloponneso in Grecia.
Pareri discordanti sono venuti fuori circa l'opportunità di assurgere a sottospecie quelle che vengono definite varianti geografiche.
A risolvere il contendere, uno studio pubblicato nel 2002 sulle relazioni filogenetiche relative al genere Testudo appaiono indicare l'unicità della specie Testudo marginata.
Le varianti geografiche si spiegano con quello che in biologia evolutiva viene definito effetto fondatore.
Tutto può apparire chiaro con questo esempio: mettiamo che chi ha introdotto la Testudo marginata in Sardegna abbia preso animali di dimensioni maggiori rispetto alla media della popolazione originale, che naturalmente ha una variabilità genetica molto ampia.
La popolazione che si andrà a costituire non avrà più questa ricchezza, ma bensì le caratteristiche possedute dai pochi esemplari introdotti.
Se erano più grandi, avranno discendenti che tenderanno, naturalmente, ad essere di dimensioni maggiori.
Nel caso del nanismo della variante weissingeri, esso può essere imputato all'ambiente povero di cibo in cui vive.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
Testudo marginata ha, come il nome già lo preannuncia, la caratteristica di avere un carapace scampanato in corrispondenza di sette-nove squame marginali posteriori.
Questo carattere, evidente e più marcato nei vecchi maschi, comincia a svilupparsi oltre i cinque anni di vita, o comunque da una certa dimensione corporea in poi.
Testudo marginata è la tartaruga terrestre europea che raggiunge le dimensioni maggiori con una media di circa 30 cm, ma non sono rari esemplari che raggiungono e superano i 40cm.
Oltre alla scampanatura posteriore, la specie ha la caratteristica di presentare triangoli neri in campo color ocra su otto-dieci squame del piastrone.
Filogeneticamente la specie più affine e all'opposto la più piccola specie di Testudo mediterranea, è certamente Testudo Kleinmanni, che invece presenta due, al massimo quattro triangoli sul piastrone.
Queste caratteristiche la fanno distinguere bene da Testudo Graeca sp., anche se non di rado ai lati della coda, seppur meno marcati, sono presenti due o quattro piccoli tubercoli conici, tipici di quest'ultima specie.
La coda non presenta un astuccio corneo come in Testudo hermanni sp. e nei maschi appare allungata ed appuntita, mentre nelle femmine può essere molto corta e la cloaca aprirsi in fondo ad essa, presentandosi tronca.
La colorazione è molto varia: partendo da soggetti melanici quasi completamente neri, passando per esemplari con areole giallastre evidenti che occupano buona parte delle squame dorsali, si arriva a colorazioni molto chiare di un colore ocra diffuso.
Questi ultimi sono esemplari certamente ipomelanici se non certamente albini, che hanno una frequenza enormemente alta nelle popolazioni sarde.
Personalmente posso dire che ci sono segnalazioni certe di albinismo in Testudo marginata già evidenziate in esemplari rinvenuti negli anni 40 dello scorso secolo e conservati in alcool al museo di Storia Naturale di Milano (reperti N°3084 e 3328).
Segnalazioni di nascite di albini non sono rare e personalmente ne ho un buon numero discendenti da un unico maschio albino e di una vecchia femmina eterozigote rinvenuti in natura oltre 30 anni fa.
Risalire al motivo di una frequenza così alta di una mutazione all'apparenza svantaggiosa, non è certo semplice, ma si può ipotizzare la presenza di un mutante al momento dell'introduzione in Sardegna quando ancora il numero esiguo di esemplari ha garantito una certa diffusione del gene.
Altra ipotesi a conferma del mantenimento di questa alta frequenza può essere imputata ad un vantaggio mimetico dei giovani esemplari, in quanto crescendo la colorazione un po' si scurisce e diventa prossima al colore dell'erba secca.
Ritornando alle presunte differenze morfologiche tra le varianti geografiche, Testudo marginata marginata, la sarda e la weissingeri, queste sono ad ascriversi ad un rapporto differente tra lunghezza, altezza, larghezza del carapace, nonché alle dimensioni medie.
Per le popolazioni sarde si individuano rapporti lunghezza/larghezza inferiori rispetto alla forma tipo, nonché a dimensioni generalmente maggiori.
Per intendersi è mediamente un po' più tondeggiante e meno allungata.
Discorso diverso invece per la variante weissingeri, dove sono le dimensioni molto ridotte a distinguerla dalle altre.
Resta inteso che, viste le evidenti differenze di colorazione che si possono riscontrare in natura, una valutazione discriminante su questo carattere appare a mio avviso molto soggettiva.

DIMORFISMO SESSUALE
In Testudo marginata la differenza di dimensioni tra maschio e femmina non è così marcata quanto tra le altre specie del genere Testudo, complice la maggiore scampanatura dei maschi.
Questo carattere, unitamente ad una maggiore bombatura delle femmine, distingue i due sessi da un'osservazione sommaria.
In molti casi, addirittura, il maschio appare di dimensioni maggiori rispetto alla femmina, anche se in letteratura il record appartiene a quest'ultima.
Di seguito si evince il dimorfismo sessuale della specie:
- i maschi possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base. Non è presente un astuccio corneo. La coda della femmina è invece piccola e corta, in alcuni casi appare tronca;
- la distanza dell'apertura cloacale dalla base della coda è maggiore nel maschio.
- i maschi adulti presentano una concavità nel piastrone che tende ad accentuarsi con l'età; il piastrone delle femmine e dei giovani non è mai completamente piatto. Le ultime 4 squame del piastrone fanno corpo unico e risultano mobili ed articolate al resto del piastrone sia nei maschi che nelle femmine.
Eccetto che per quanto detto ad inizio paragrafo, il dimorfismo sessuale tra i due sessi non è molto evidente in questa.
Non vi è inoltre una specializzazione, se non la maggiore concavità del piastrone, per facilitare l'atto riproduttivo come invece è marcata nelle altre specie del genere Testudo.
Tale caratteristica inoltre maschi di dimensioni prossime a quelle delle femmine, di qui probabilmente la non grande differenza di dimensioni tra i due sessi.
Tutti i caratteri considerati si rendono tanto più evidenti quanto più l'esemplare in oggetto si avvicina alla maturità sessuale (in cattività, 7-8 anni sia per i maschi che per le femmine, in natura oltre i 10); piccoli di 1-2 anni possono essere sessualmente indistinguibili se non ad un occhio molto esperto o attraverso la comparazione con numerosi esemplari.
Per esperienza personale è invece molto più facile questa analisi alla nascita con i piccoli maschi che appaiono con una caratteristica leggera uncinatura della coda.
Tuttavia molti esemplari rimangono sempre difficili da sessare sino ai 4-5 anni di vita.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA'
Testudo marginata si adatta con una certa facilità a vivere in ampi recinti all'aperto dove disponga di prolungata esposizione al sole per tutta la giornata, tappeto erboso e terra, arbusti e ripari idonei.
Particolari cure andranno poste all'allestimento del recinto al fine di impedire eventuali fughe.
Esso, che sia di rete metallica, di legno, laminati metallici o cementiti, andrà interrato a sufficienza e dovrà sporgere in esterno di almeno 30 cm.
Altra accortezza è quella di un ulteriore protezione con rete metallica al fine che animali indesiderati e pericolosi non si possano introdurre nei recinti.
Le grandi dimensioni rendono Testudo marginata meno sensibile delle altre Testudo alle variazioni climatiche tanto che risulta attiva non solo per più mesi durante l'anno, ma anche per un maggior numero di ore durante la giornata, in special modo in autunno ed alla fine dell'inverno.
Non è raro trovare esemplari attivi anche a Novembre inoltrato quando le giornate lo consentono; le prime sortite dal letargo invernale si hanno poi già dai primi soli di Febbraio.
Va pertanto data particolare cura ai ripari nei quali gli animali possano uscire ed entrare con facilità a loro piacimento, al fine che non possano essere sorpresi da improvvise quanto probabili gelate, frequenti nel centro-nord Italia, o ripararsi dall'eccessiva calura nel periodo estivo.
E' consigliabile un riparo coperto in alto, aperto da un lato (meglio se in direzione est) con all'interno della paglia, posto in una posizione areata per impedire che l'umidità ristagni dopo le piogge.
Indicativamente bastano una quindicina di cm di paglia umida sopra il carapace per proteggere da gelate intense (fino a 10 °C sotto lo zero) gli animali.
Discorso a parte per i piccoli dalla nascita sino a che non raggiungono i 10 cm circa: i neonati in particolare non hanno lo stimolo in questa specie a cercare un riparo per tutto il periodo invernale e rimangono attivi tutte le volte che le giornate lo consentono.
Va prestata particolare cura ai ripari, tali da consentirgli, come nel caso degli adulti, di poter entrare ed uscire con facilità.
L'attività è tale che i piccoli crescono anche nel periodo invernale, va pertanto fornito loro del cibo, altrimenti si indeboliscono e muoiono, non tanto per i rigori invernali, quanto perché rimanendo attivi consumano le loro riserve di grasso.
Personalmente ritengo che quanto proposto è quanto di più aderente allo stato naturale e, con le accortezze proposte, non crea assolutamente problemi agli animali.

LETARGO
Parlando di letargo in senso stretto, Testudo marginata non differisce molto delle Testudo delle stesse latitudini, come detto prima piuttosto ha una durata minore di tale periodo.
Personalmente, piuttosto che dilungarmi su inutili consigli su come far fare un buon letargo alle nostre beniamine, mi piacerebbe far notare che se il luogo è realmente idoneo all'allevamento di questa specie, le uniche accortezze da prendere sono quelle proposte nel precedente paragrafo circa la cura dei ripari.
Molti errori con esito infausto, sono generati dalla non attenzione al comportamento degli animali: essi stessi ci indicheranno il punto che preferiscono e, stiamone certi, l'istinto di sopravvivenza e gli adattamenti naturali sono ben collaudati.
Non spostiamo gli animali, lasciamoli interrare dove preferiscono, tutt'al più con le prime gelate si provvederà a disporre della paglia sopra al punto nel quale hanno deciso di svernare.
Come accennato in precedenza, i neonati non hanno invece l'istinto per un letargo vero e proprio, e bastano pochi minuti di sole, complici le piccolissime dimensioni,anche quando la temperatura dell'aria è prossima allo zero, per portarli ad una temperatura di completa attività.
Animali in buona salute non avranno problemi a superare l'inverno, si nutriranno e cresceranno pure: unica accortezza sarà quella di verificare che tutti i piccoli siano rientrati nei ripari quando il clima è particolarmente rigido.
Unico momento realmente delicato è la fase preparatoria e quella del risveglio dal letargo.
Animali defedati e sottopeso difficilmente supereranno il letargo invernale: in questo caso è consigliabile non far svernare i soggetti oppure ridurne artificialmente questo periodo, tenendo conto che è comunque fondamentale per questi animali.
Ai primi soli primaverili sarà posta particolare cura alla reidratazione dei soggetti più deboli sottopeso.
Fondamentale fornire immediatamente del cibo: si accelera in questo modo la ripresa degli animali.

ALIMENTAZIONE IN NATURA
Testudo marginata, come le altre specie appartenenti al genere testudo, è essenzialmente vegetariana, tutt'al più gradisce qualche frutto.
Anche se in cattività accetta facilmente alimenti ricchi in proteine, in natura l'alimentazione si basa sul consumo di erbe, in special modo a foglia larga, eccezion fatta per le graminacee, effettivamente poco gradite.
Molto frequente la coprofagia, con spiccate preferenze per escrementi di animali erbivori.
Rari sono i casi in cui si possono nutrire di piccoli vertebrati morti come nidiacei e piccoli topi, o di invertebrati.

DISORDINI DIETETICI IN CATTIVITA'
Personalmente ho potuto verificare che un'alimentazione errata è la principale causa di patologie che portano alla morte le tartarughe del genere Testudo.
Senza stare ad elencare le innumerevoli patologie correlate ad un'errata alimentazione, l'unico modo per avere animali che crescono in modo sano, è quello di nutrirli con alimenti vegetali allevandoli in condizioni idonee di luce solare e di temperatura.
La regola da seguire è quella detta in precedenza: un grande recinto all'aperto (sono animali che diventano molto grossi!) dove le tartarughe possano brucare le erbe che preferiscono; la dove questo non sia possibile è consigliabile non cimentarsi nell'allevamento di questi animali.

RIPRODUZIONE
Testudo marginata ha un ciclo riproduttivo analogo alle altre specie del genere Testudo: un periodo autunnale e primaverile dedito agli accoppiamenti ed uno di deposizione a partire dalla metà del mese di Aprile che si può protrarre sino ai primi giorni di Luglio, dipendente dal clima delle zone in cui vivono.
Generalmente però le deposizioni si concentrano nei due mesi centrali di Maggio e Giugno.
Il maschio è generalmente poco aggressivo nei confronti del suo stesso sesso, tuttavia, senza arrivare alla violenza di Testudo greca, può diventare pericoloso per le femmine.
Si raccomanda pertanto di unire maschi e femmine solo per brevi periodi.
D'altronde in natura, complici le non proprio affollate popolazioni, gli incontri sono assolutamente sporadici e non prolungati.
Le femmine depongono generalmente dalle 8 alle 12 uova per ovatura, tuttavia in rari casi si possono avere da un minimo di 2-3 uova ad un massimo di 17.
Anche il numero di eventi di deposizione varia dal singolo sino al massimo di quattro: generalmente però si osservano solo due deposizioni intervallate da un periodo, variabile in dipendenza della temperatura media, tra le due e le quattro settimane, solitamente 20 giorni.
Le modalità di scavo sono le medesime in tutto il genere Testudo: la femmina, individuato il posto prescelto, inizia a scavare alternando le zampe posteriori, quindi terminato il lavoro depone molto velocemente le uova disponendole ad occupare tutto lo scavo; fatto ciò ricopre e si allontana.
Queste sono le uniche cure parentali della specie.
I piccoli nascono mediamente dopo tre mesi d'incubazione in natura.
Ideale è un terreno sabbioso fine e ben drenato: il successo di schiusa in anni medi è in questi casi prossimo al 100%.
Condizioni climatiche avverse e terreni inadatti fanno calare drammaticamente le nascite.
Non ho notizie di esemplari di questa specie che svernano nel nido ed emergono la primavera successiva.
Personalmente sto riscoprendo il lasciar sviluppare in natura le uova (naturalmente proteggendo il luogo da eventuali predatori, uccelli e mammiferi): il sesso dei piccoli è determinato dalla temperatura di deposizione ed in incubatrice si hanno nascite di neonati solitamente tutti dello stesso sesso.
La temperatura critica è indicata in letteratura sui 32 °C: con percentuali di nascite di esemplari di sesso femminile maggiori sopra questa soglia.
La scelta della femmina assicura invece un rapporto tra i sessi naturale, per giunta la vitalità è decisamente migliore.
In conclusione, Testudo marginata è una specie robusta ed adattabile, con potenzialità riproduttive elevate.

Autore: Maurizio Bellavista
 

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