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Venerdì, 10 Ottobre 2014 08:45

Leggi e decreti nazionali

  1. DL 15/12/17
  2. DM 03/05/01
  3. DM 08/01/02
  4. DM 18/05/01 n.275
  5. DM 19/04/96
  6. DM 27/04/93
  7. Legge 150/92

 

DL 15/12/17

D.L. 15 dicembre 2017
Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. (18G00012)
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DM 03/05/01

D.M. 3 maggio 2001
Istituzione del registro di detenzione degli esemplari di specie animali e vegetali
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DM 08/01/02 

Ministero dell’Ambiente
Decreto 8 gennaio 2002
Istituzione del registro di detenzione delle specie animali e vegetali.
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DM 18/05/01 n.275

Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 275
"Riordino del sistema sanzionatorio in materia di commercio di specie animali e vegetali protette, a norma dell'articolo 5 della legge 21 dicembre 1999, n. 526"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 11 luglio 2001
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DM 19/04/96

Decreto Ministeriale 19 aprile 1996
(G.U. 3 ottobre 1996, n° 232)
Indica le specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione ed il commercio.
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DM 27/04/93

Decreto Ministero dell’Ambiente 27 aprile 1993.
Istituzione presso il Ministero dell’ambiente della commissione scientifica per l’applicazione della convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione
(Pubblicato in G.U. n. 183 del 6.08.93)
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Legge 150/92

Legge 150 del 1992 (L.150/92)
Disciplina dei reati relativi all'applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione 
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Venerdì, 10 Ottobre 2014 08:30

Circolari CITES

 

Circolare CITES nr° 18/2003 

OGGETTO: CITES. Chiarimenti sulle disposizioni normative ed amministrative relative al controllo del commercio delle specie animali e vegetali incluse negli Allegati A e B del Reg. (CE) 338/97.

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Circolare CITES nr° 26/2008

OGGETTO: Procedura di denuncia e certificazione di nascita in cattività. Chiarimenti.

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Circolare CITES nr° 15/2010

OGGETTO: CITES - Chiarimenti ed integrazioni alla circolare inerente le procedure per l'accertamento delle nascite in cattività e riproduzioni artificiali del giugno 2008 nonchè rettifiche in materia di rilascio certificazioni con marcatura fotografica degli esemplari.

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Circolare CITES nr° 4/2011

OGGETTO: Certificati di cui all'art. 8.3 del Reg. (CE) 338/97 per esemplari non muniti di marcatura individuale e permanente.

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Circolare CITES nr° 7/2011

OGGETTO: Piano d'azione per le attività di controllo del Servizio CITES - anno 2011 - Disposizioni applicative per i Servizi CITES periferici del CFS.

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Circolare CITES nr° 20/2011 

OGGETTO: Nuove disposizioni per la marcatura di esemplari vivi del genere Testudo spp.

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Venerdì, 10 Ottobre 2014 08:11

Centri Recupero Marine

 

Elenco dei Centri di recupero delle tartarughe marine in Italia

  1. Abruzzo
  2. Basilicata
  3. Calabria
  4. Campania
  5. Emilia Romagna
  6. Friuli Venezia Giulia
  7. Lazio
  8. Liguria
  9. Molise
  10. Puglia
  11. Sardegna
  12. Sicilia
  13. Toscana

 

ABRUZZO

CRTM "L. Cagnolaro" gestito dal Centro Studi Cetacei ONLUS competente per i recuperi effettuati in Abruzzo e Molise
(Autorizzazione in deroga al D.P. R. 357/97 per attività di manipolazione, detenzione temporanea e marcatura di Caretta caretta in Provincia di Teramo, Pescara,Chieti, Campobasso nel periodo 2012-2015) 
Via Di Sotto, Pescara 
Dr. Vincenzo Olivieri (Direttore sanitario del CRTM) - 3477691945
Dott. Sergio Guccione - 3387641387

 

BASILICATA

Marine Turtle Rescue Centre Policoro
c/o Circolo Velico Lucano
Via Lido 75025 Policoro (MT)
Tel. 0835.910097

Oasi WWF Policoro Herakleia
Piazza Eraclea, 1 -75025 Policoro (MT)
Tel. 0835.981360 -Fax 0835.980535

 

CALABRIA

Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone
Piazza Stazione, snc
89036 Brancaleone (Rc)
Tel. 0964933347 - 3283020921 - 3403880716
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Vibo Valentia WWF - Il Network Tartarughe del WWF Italia
Località Vibo Valentia (VV)
Tel. 0963 995053 - 339 4494137
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Crotone Riserva Marina Capo Rizzuto
Località Crotone (KR)
Tel. 329 3173144
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Rende Dip.Ecologia Univ.
Località Rende (CS)
Tel. 327 0476383

 

CAMPANIA

Stazione Zoologica Anton Dohrn,
Acquario di Napoli
Villa Comunale, 1 -80121 Napoli (NA)
Tel. 081.5833222 -Fax 081.5833294

Turtle Point
Via Cocchia, 28 -80124 Bagnoli (NA)
Tel. 081.7629338

Area Marina Protetta di Punta Campanella (Na)
Via Padre Rocco, 70 -80061 Massa Lubrense (NA)
Tel. 081.8089877

 

EMILIA ROMAGNA

Fondazione Cetacea
Via Ascoli Piceno - 47838 Riccione (RN)
Tel. 054.1691557 - Cell. 349.4629067 - Fax 0541.475830

Ferrara ARCHE’
Località Ferrara (FE)
Tel. 348 3937924
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FRIULI VENEZIA GIULIA

Riserva Naturale Marina di Miramare
Viale Miramare, 349 -34014 Grignano (TS)
Tel. 040.224147 - Fax 040.224636

 

LAZIO

Roma WWF - Il Network Tartarughe del WWF Italia
Località Roma (RM)
Tel. 06 844971
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LIGURIA

Acquario di Genova
Località Ponte Spinola -16100 Genova (GE)
Tel. 010.2345263/23451 - Fax 010.256160

 

MOLISE 

CRTM "L. Cagnolaro" gestito dal Centro Studi Cetacei ONLUS competente per i recuperi effettuati in Abruzzo e Molise
(Autorizzazione in deroga al D.P. R. 357/97 per attività di manipolazione, detenzione temporanea e marcatura di Caretta caretta in Provincia di Teramo, Pescara,Chieti, Campobasso nel periodo 2012-2015)
Via Di Sotto, Pescara
Dr. Vincenzo Olivieri (Direttore sanitario del CRTM) - 3477691945
Dott. Sergio Guccione - 3387641387

PUGLIA

Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienze Marine
Via Pola, 4 -71010 Lesina (FG)
Tel. 0882.992702 -Fax 0882-991352

Centro Recupero Tartarughe Marine Museo di Calimera
Via Europa, 95 -73021 Calimera (Le)
Tel. 0832875301 - 3206586558 - 3206586556 
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Centro Recupero Tartarughe Marine Manfredonia - Legambiente
Parco Nazionale del Gargano -Oasi Lago Salso -Sp.141 delle Saline km 7+400
71043 Manfredonia (FG)
Tel. 0884.571508

Molfetta WWF - Il Network Tartarughe del WWF Italia
Località Molfetta (BA)
Tel. 335 5681664
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Facoltà Medicina Veterinaria Univ. Bari
Località Bari (BA)
Tel. 080 4679941

 

SARDEGNA

Centro Ospedalizzazione Tartarughe
c/o Laguna di Nora (CA) - Tel. 070.9209544
posta c/o Cooperativa Ittica Nora,
Via Santa Croce, 23 Pula (CA)

Centro Recupero Tartarughe Marine dell' Area marina protetta Penisola del Sinis
Isola Mal di Ventre – coordinamento della rete regionale per il recupero
Piazza Eleonora, 1 -09072 Cabras (OR)
Tel. 0783.290071 -Fax. 0783.391097

Centro Recupero Tartarughe Marine dell' Asinara CTS
Parco Nazionale dell' Asinara, Isola dell' Asinara, località Fornelli
07046 Porto Torres (SS)
Tel.349.7382423

 

SICILIA

Centro Primo Soccorso Tartarughe Marine dell' Area Marina Protetta Isole Egadi
Ambulatorio: Piazzale Barraco - 91023 Favignana (TP)
Stabulario: Ex-Stabilimento delle Tonnare di Favignana e Formica - 91023 Favignana (TP)
Tel:0923.921659; Fax: 0923.922035; Cell:328.3155313
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.ampisoleegadi.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/AreaMarinaProtettaIsoleEgadi/?ref=bookmarks

Centro Recupero Tartarughe Marine Linosa CTS
Via Pozzolana di Ponente, 13 92010 Linosa (AG)
Tel. 0922.972076
distaccamento di Lampedusa presso

Centro Ricerca Delfini Lampedusa CTS
Lungomare Luigi Rizzo 157/159 - 92010 Lampedusa (AG)
Tel. 0922.973092

Centro di Recupero tartarughe e fauna selvatica WWF
C. da Grecale, 92010 Lampedusa (AG)
Tel. 338.2198533

Centro Recupero Fauna Selvatica CTS
Sp 29, Raffadali/Cattolica -Comune di Cattolica -Eraclea km 13 92015 Cattolica (AG)
Tel. 389.9626409

FONDO SICILIANO PER LA NATURA
Centro Recupero Fauna Selvatica
Località Valcorrente -Belpasso (CT)
Cell. 348.7107914 -335.7049431

Centro di Primo Soccorso Fauna Selvatica
Via Messina 387 -95100 (CT)
Tel./Fax 095.382421

Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica & Tartarughe marine (CRRFS & TM)
Via Generale Girlando,2 -97013 Comiso - (RG)
Tel. 0932.967292

Società di ricerca marina NECTON
Via Celona, 11 - 98165 MESSINA (ME)
Tel:+39 090391646
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Siculiana Oasi WWF Torre Salsa - Il Network Tartarughe del WWF Italia
Località Siculiana (AG)
Tel. 0922 818220

Filicudi WildLife Conservation
Pronto Soccorso Tartarughe Marine dell'Arcipelago Eoliano
Località Stimpagnato, isola di Filicudi, 98055 Lipari (ME)
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Tel: +39 349 4402021

TOSCANA

Acquario Comunale "D. Cestoni"
Via Calzabigi, 54 (sede provvisoria) 57125 Livorno (LI)
Tel. 0586.820509/494/533 Cell. 340.2919058

Centro Recupero Animali Selvatici “L'Assiolo"
Ronchi-Marina di Massa 54037 (MS)
Tel 0585.241768 -Cell. 360.234789

Parco Regionale della Maremma, località Talamone
Via Nizza, 24 -58010 Talamone (GR)
Tel. 0564.887173

A.D. Club Subacqueo Grossetano
Centro Recupero Tartarughe Marine
Acquario Comunale di Grosseto
via L. Porciatti, 12
58100 Grosseto
328 8110147

 

Venerdì, 10 Ottobre 2014 07:38

Gli appuntamenti del 2018

Fiere in Italia 2018:

Fiere in Europa 2018

Venerdì, 10 Ottobre 2014 07:31

Il calendario del 2012

 

Venerdì, 10 Ottobre 2014 07:13

Il calendario del 2013

Martedì, 07 Ottobre 2014 19:37

Il terrario fai da te (di Elvio Giordano)

Premessa

Questo tipo di terrario è adatto per chi desidera arredare in modo suggestivo un angolo della propria casa garantendo, al contempo, un facile e veloce lavoro di pulizia all'interno.
Sia chiaro che un lavoro del genere non vuol in alcun modo essere una strada per dire che gli animali da terrario debbono esclusivamente "arredare" la casa. Quando però si trova il modo di conciliare le proprie passioni con un qualcosa che può far bella mostra di sé senza privare gli animali delle loro esigenze, beh... allora perché no?
Nel mio caso in questo terrario dovranno vivere delle tartarughe baby durante il periodo invernale, ossia per tre o quattro mesi. E' consigliabile infatti non lasciare andare in letargo le baby durante il primo anno di vita onde permettere loro di irrobustirsi ed affrontare l'anno successivo in piene forze.
L'economicità di questo lavoro sta soprattutto nell'utilizzare soltanto una normale lampadina ad incandescenza per il riscaldamento e per l'illuminazione ed eventualmente una serpentina riscaldante "fatta in casa". Questo in virtù del fatto che le piccole vivranno in questo modo solo per un breve tempo. Esse riescono comunque a mangiare e a crescere ugualmente. A primavera tutte all'aperto! Con un po' di fantasia, creatività e con l'aggiunta di alcuni altri dispositivi (neon a raggi UVB, termometri, lampade spot, igrometri, ecc.) un lavoro del genere può essere usato anche per lunghi periodi o per altri rettili o anfibi garantendo un normale comfort agli stessi.Se necessario è possibile pure adeguare una serratura ai vetri così che nessuno possa scappare. La "novità" di questo tipo di terrario sta nel fondo.
Ossia questo è completamente estraibile e consente una facile e completa opera di pulizia quale che sia il materiale usato per il pavimento: ghiaia, sabbia, tutoli, corteccia ecc. Ovviamente, dovendo estrarre il fondo, durante la pulizia gli "inquilini" dovranno essere momentaneamente prelevati e posti da un'altra parte. Niente di più facile in caso di tartarughe, ma se si dovesse operare con altri rettili, beh... ognuno si faccia i propri conti.

Materiali usati
* Fondo in plastica (vedi vari tipi spiegati successivamente)
* Compensato (da far tagliare delle misure desiderate)
* Vetri per coperchio e frontale
* Fogli di polistirolo di almeno 2 cm di spessore
* Vernici (o tinte per muri) all'acqua con possibilità di più colori secondo i gusti
* Uno o più vasetti in plastica
* Profilato ad "U" in ferro o alluminio da 1 cm
* Viti da legno
* Silicone
* Chiodi da 6cm
* Canterini o listelli in legno
* Un pennello
* Almeno 2kg di colla per piastrelle tipo Kerakoll
* Ghiaietta o altro materiale per il fondo (secondo i gusti e le necessità)
* Cocci di vasi in terracotta per i rifugi
* Due pomellini in legno
* Due piattini in terracotta per cibo e acqua
* Una bomboletta di poliuretano espanso
* Due pezzetti di rete per assicurare le prese d'aria
* Un taglierino tipo Cutter
* Una lampadina da 25W e relativo portalampada con cavetto
* Due cerniere per lo sportello superiore
* Un cavetto riscaldante
* Del comune cavetto elettrico
* Un filo di ferro della lunghezza di circa 50cm
* Tre rettangolini di legno per il cavetto riscaldante (come spiegato in seguito)
* Vernice impregnante all'acqua color noce per le pareti esterne

Costruzione
Si prenda un contenitore in plastica, per esempio il comune fondo delle gabbiette per canarini o similari. Si trovano in commercio contenitori in plastica di vari colori e dimensioni, soprattutto in relazione alla specie da inserire. Questo sarà il fondo del terrario. Anche una normale bacinella quadrata o rettangolare (magari con il bordo abbassato di qualche centimetro) potrà servire allo scopo. Oppure è possibile, per chi ha la necessità di avere delle misure ben precise perché deve, ad esempio, inserire il tutto in un mobile (come per me), è possibile fare il fondo in plexiglass (disponibile in vari colori) con i bordi ripiegati verso l'alto di almeno 3-4 cm. Il plexiglass è sicuramente meno economico, ma c'è il vantaggio di poter avere le misure desiderate. Nel mio caso il fondo è in plexiglass di color marrone scuro con i bordi alti 3 cm. Ho trovato questo materiale e l'ho fatto ripiegare da una fabbrichetta vicino a casa mia che costruisce insegne pubblicitarie.

A questo punto si procede costruendo il terrario "attorno" al fondo scelto. Può risultare verticale od orizzontale a seconda delle necessità, il mio è orizzontale.
Le pareti sono in legno. Sarebbe meglio utilizzare dei fogli di legno grezzo e quindi massiccio per evitare eventuali odori di resine o colle tossiche, ma è comunque possibile usare anche del comune compensato in quanto gli animali non saranno mai in alcun punto a diretto contatto col legno.
Io ho scelto del compensato da 12 mm di spessore ed ho assemblato le tre pareti laterali in modo che il fondo in plexiglass entrasse "di misura" al loro interno. L'altezza delle pareti laterali dipende, come già detto, dalle particolari necessità della specie: per delle tartarughe baby potranno essere relativamente meno alte, mentre ad esempio per un'iguana dovranno avere sicuramente un'altezza più importante.
Il lato che risulterà poi essere quello frontale rimane per il momento aperto, in seguito verrà chiuso con un vetro.
A questo punto è necessario assemblare/avvitare un secondo fondo anch'esso in legno che leghi insieme le tre pareti laterali.Finora si è costruito una specie di parallelepipedo coricato senza il coperchio e senza la parete frontale.

Il fondo in plastica o plexiglass deve entrare nella struttura in legno con una tolleranza di circa ½cm a destra e ½cm a sinistra. Deve poi andare ad appoggiarsi per tutta la sua lunghezza sulla parete posteriore. Anteriormente deve entrare nella struttura di una misura pari almeno allo spessore del legno stesso (vedi fig. 2 , particolare A).
Ora si deve sollevare il fondo plastico dal fondo ligneo di un'altezza che consenta il comodo passaggio di una mano, cioè almeno 6-8cm.
Per farlo si utilizzino dei canterini o listelli di legno a sezione quadrata o rettangolare che dovranno essere soltanto appoggiati sul fondo in legno. Il fondo in plastica poggerà sui canterini.

 

Ora si prenda una striscia di legno (o compensato) da inserire frontalmente alta di una misura tale che vada a coprire i canterini e il bordo del fondo in plastica.
La striscia entrerà nella struttura rimanendo a filo con essa in quanto prima avevamo lasciato lo spazio frontale per poterlo fare. Essa deve essere fissata saldamente ma deve pure essere di facile e veloce smontaggio. Io ho praticato quattro fori nelle pareti laterali prolungandoli fin dentro la striscia e vi ho inserito quattro comuni chiodi di opportuna lunghezza e diametro. Sfilare i chiodi è facile e veloce e la striscia viene via comodamente. L'aggiunta di un pomello anteriore può facilitare l'estrazione e migliorare anche l'estetica (vedi ancora fig. 3).
Un sistema del genere permette di estrarre facilmente il fondo in plastica:
1. si smonta la striscia frontale in legno sfilando i chiodi.
2. si tolgono uno ad uno i canterini in legno.
3. il fondo in plastica scende verso il basso fino ad appoggiarsi sul fondo in legno e può essere estratto per le pulizie del caso.

Ora è necessario montare la guida per il vetro frontale. Questo dev'essere anch'esso smontabile, per l'esattezza estraibile dall'alto, così da poter effettuare eventuali piccole manutenzioni all'interno. Inoltre, il vetro può essere facilmente sostituito in pochi secondi da una rete o griglia metallica. In questo modo le baby potranno ricevere il sole direttamente, magari ponendo il tutto di fronte ad una finestra aperta o su un balcone nelle ore più calde delle giornate autunnali o primaverili particolarmente soleggiate.
La guida per il vetro l'ho costruita in ferro utilizzando un piccolo profilato ad "U" delle dimensioni di 1cm per 12mm e l'ho montata/saldata come da fig. 4.

 

La guida va fissata con le quattro viti alle pareti laterali e va tenuta leggermente sollevata dalla striscia frontale in legno. La guida deve anch'essa entrare nella struttura ed essere a filo con le pareti laterali.
Il vetro, ovviamente, scorrerà nella guida fino a poggiare sul lato orizzontale della stessa.
Ora è possibile installare anche il vetro che fa da coperchio/sportello. Questo sarà anch'esso totalmente in vetro garantendo il massimo apporto di luce e pure una miglior veduta di ciò che c'è all'interno. Questo sarà corredato di apposite cerniere incollate con silicone sul lato vetro e fissate con viti sulla parete posteriore in legno. Sarà quindi completamente apribile per consentire le normali operazioni quotidiane: somministrazione cibo, acqua ecc.
Il terrario è arrivato al punto che si vede in fig. 5.


Fin qui la parte costruttiva vera e propria. Ora bisogna abbellire le pareti interne e il fondo.
Iniziamo con le pareti creando una finta roccia.
Si rivestano internamente i tre lati verticali con un foglio di polistirolo di (o similare) di almeno 2cm di spessore incollandolo con silicone e una vite qua e là per maggior sicurezza. Senza badare di effettuare un lavoro troppo preciso si aggiungano un po' a caso e sempre incollati (o avvitati) degli altri pezzi irregolari di polistirolo. Si può pure arricchire il tutto usando una bomboletta di poliuretano espanso (o schiuma espansa) negli angoli e a caso sulle pareti per creare un effetto roccia migliore.
Tutti questi passaggi vanno effettuati con il fondo in plastica montato. Sarà ecessario infatti creare una sorta di sede nel polistirolo in modo tale da permettere sempre ai bordi del fondo di inserirsi dietro al polistirolo. Quest'ultimo dovrà quasi totalmente coprire anteriormente il bordo lungo tutti i tre lati interessati giungendo fin quasi a toccare il fondo in plastica. E' importante che non venga toccato il fondo per questioni di igiene, ed è importante anche che la parte inferiore terminale del polistirolo sia marcatamente obliqua.
Questo particolare impedirà agli animali di sporcare la parete, di arrampicarsi con rischi di capottamento (stiamo parlando di tartarughe, il discorso, ovviamente, non è valido per altri rettili o anfibi) e verrà pure aumentata la superficie calpestabile del terrario.

A rivestimento ultimato si deve scavare il polistirolo e sagomare il tutto a iacimento. Lo scopo finale è quello di creare delle pareti che diano un senso di vera roccia.
Nelle tre fotografie seguenti (foto 1, 2 e 3)
si può vedere la sequenza delle prime fasi di montaggio.

Sulle pareti a metà altezza ho poi fissato tre vasetti in plastica (nei quali inserire vere piantine o anche solamente finte) che ho opportunamente mimetizzato con un po' di schiuma espansa.Con le pareti così rivestite si può procedere col lavoro.
E' necessario procurarsi della comune colla per piastrelle (io ho usato quella di tipo Kerakoll).Dopo averla giustamente diluita con acqua (le istruzioni per le dosi sono specificate sulla confezione) si procede cospargendola sulle pareti con un pennello o con le mani direttamente.


Dopo alcune ore, dopo l'indurimento della colla, il lavoro si presenta così .

Ora è necessario dipingere le pareti preoccupandosi di usare esclusivamente colori atossici come ad esempio all'acqua. Le varietà di sfumature si creano a piacimento: grigio, verde, sabbia, senape, marrone, arancio ecc.

Posso consigliare di dare inizialmente un fondo di grigio scuro. Prima che questo asciughi completamente si possono fare delle piccole macchioline con i colori su citati. Subito dopo con il pennello si possono sfumare le varie macchioline sopra al grigio.
Passiamo ora al fondo. Ognuno può usare quello che meglio crede anche in relazione alla specie che verrà inserita nel terrario. In ogni caso è garantito il contenimento di eventuali liquidi ed è di facile pulizia. Io ho usato dei sassolini variatamente colorati e arrotondati del diametro medio di circa 0,8-1,5cm reperiti in spiaggia durante le vacanze.
Dovendo inserire delle tartarughe baby ho scelto dei sassolini del genere perché non potrebbero essere ingeriti e perché obbligano le bestiole a fare perennemente una salutare ginnastica. Inoltre sono facilmente reperibili, a costo zero, lavabili e, affiancati alla finta roccia, presentano decisamente bene.
In un angolo ho poi disposto alcuni cocci di vasi di terracotta capovolti che fungono da rifugi.
Ho inoltre inserito due piccoli sottovasi quadrati (anch'essi di terracotta) profondi pochi millimetri per il cibo e per l'acqua.
Nei vasetti fissati alle pareti ho inserito delle piantine di mio gusto preoccupandomi di non farle toccare terra così da non essere mangiate.
La presenza di piante vere e di terra umida garantisce pure un certo grado di umidità all'interno del terrario. E' possibile ed anche più comodo inserire anche solo delle piantine finte, l'effetto è comunque garantito ugualmente.
Ho poi fissato un punto luce/riscaldamento a mezza altezza sulla parete di destra, e ho mimetizzato anch'esso con schiuma/colla/vernice all'acqua.

Io uso esclusivamente una lampadina ad incandescenza da 25W smerigliata (o opaca) in quanto ho la possibilità di esporre il terrario sul lato sud soleggiato della casa per tutta la giornata. So che essendoci il vetro i raggi UVB necessari non raggiungono le bestiole, ma trattandosi di un uso, per me, prettamente invernale (e quindi di pochi mesi) ho visto che le piccole superano brillantemente il breve periodo. Allo stesso modo possono essere mimetizzati, nei punti ritenuti idonei, eventuali neon, lampade spot e altro, nonché i cavetti per la loro alimentazione.
Ho ancora montato un cavetto riscaldante dal basso e l'ho posizionato in direzione della lampadina. E' stato comodamente inserito nell'intercapedine vuota sotto il fondo in plastica. Chiaramente il cavetto riscaldante sarà solamente appoggiato nell'intercapedine e dovrà essere estratto al momento dello sfilo del fondo plastico. Il filo di alimentazione del cavetto arriva dal retro, dove ho fatto un piccolo foro per permetterne il passaggio.
In questo modo la zona di destra risulta essere la zona calda e la zona di sinistra quella fredda.
Ho praticato poi due aperture di 8x8cm per la circolazione dell'aria. La prima è sulla parete posteriore in basso a sinistra e la seconda è sulla parete laterale destra in alto. Ho fissato con viti su di esse un quadratino di rete metallica con maglia da 1x1cm per evitare fughe.
Infine ho dato una leggera mano di impregnante color noce all'acqua sulle pareti esterne di compensato. Il risultato finale è questo.

Costruzione della serpentina riscaldante
Innanzitutto occorre procurarsi un cavetto riscaldante. Avendo personalmente un passato da elettricista so che esistono dei comuni cavetti elettrici della sezione di 1,5mm e lunghi all'incirca 1m usati per evitare problemi di condensa nelle caldaie a gas. Non sono assolutamente pericolosi e si possono tranquillamente maneggiare anche quando sono collegati alla rete elettrica e dopo pochi minuti raggiungono una temperatura comunque sempre sopportabile dalla pelle.
Dopo averne acquistato uno in un centro assistenza per caldaiette a gas (costo circa 8€) mi preoccupo di arrotolare lo stesso su un filo di ferro (si trovano anche fili di alluminio) della sezione di circa 2mm. Occorrerà ora far assumere al tutto una vera e propria forma di serpentina, come da figura seguente.

 

Sarà ora necessario fissare la serpentina con del silicone o con dei comuni chiodini (facendo attenzione a non tagliare o incidere il cavetto) su un rettangolino di legno di una misura che gli consenta di entrare nell'intercapedine vuota fra un canterino e l'altro. Anche i due piedini in legno dovranno essere opportunamente dimensionati per far sì che il tutto entri nell'intercapedine. L'immagine seguente dovrebbe chiarire ogni dubbio.

Una serpentina del genere, dimensioni 15x15cm circa, associata alla lampada, garantisce una temperatura nella zona interessata di 27-32°C costante.

 

 

 

 

Misure del mio terrario

* Compensati: (spessore 12mm) parete destra e sinistra: 43cm (altezza) x 42,5cm; parete posteriore: 43cm (altezza) x 60cm; striscia frontale: 11x60cm; fondo: 41,3x60cm
* Fondo in plexiglass: fondo: 59x40cm - bordi: 3cm
* Vetri: coperchio: 62,5x42,5cm - Frontale: 59x30cm

Costo approssimativo finale totale: 90€.

Se si considera che il solo fondo in plexiglass mi è costato 35€ si può affermare che la costruzione di un terrario del genere è piuttosto economica visti i prezzi nei negozi. Utilizzando infatti un altro contenitore plastico la spesa viene notevolmente ridotta.

Domenica, 05 Ottobre 2014 10:49

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